Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il linguaggio figurato e la comprensione delle espressioni idiomatiche

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

11 PRIMO CAPITOLO LA PERVASIVITÀ DELLA METAFORA DAL LINGUAGGIO ORDINARIO AL FIGURATO. INCIPIT PER UNO STUDIO APPROFONDITO DELLE ESPRESSIONI IDIOMATICHE Siccome la lingua naturale non è mai denotativa, ma plurivalente, vivere sotto la minaccia costante della metafora rappresenta uno stato normale, è una “condizione umana”. A.J. Greimas 1.1 La pervasività della metafora. “La notte impone a noi la sua fatica magica”. Disfare l’universo, le ramificazioni senza fine di effetti e di cause che si perdono […]”. Questi pochi versi di Jorge Luis Borges, sono solo uno dei tanti usi che della metafora viene fatto in poesia e in letteratura, terreno dove tra l’altro questa figura retorica, conosciuta e apprezzata come tale, fin dagli albori della civiltà mediterranea, affonda profonde e antiche radici. Questo tropo, questo elegante artificio apprezzato quantitativamente e qualitativamente da filosofi del passato, quali Gorgia di Leontini, Isocrate, Aristotele, Cicerone, Sant'Agostino, per citarne solo alcuni, e ancora da filosofi moderni, (Derrida, Ricoeur 1 che spiega la metafora come un processo 1 Per Ricoeur la metafora è una trasgressione che apre nuove prospettive, smentendo così le rigidità dello strutturalismo. Vediamo così che nel momento in cui la filosofia ammette come essenziale il linguaggio metaforico, deve affrontare il problema di una nuova identificazione teorica della metafora stessa, che la sottragga dalla mera considerazione di mero artificio linguistico con valore poetico-ornamentale; stesso problema che hanno cercato di risolvere anche svariati linguisti e psicologi. Ciò che distingue una vera e propria metafora (una metafora viva) da una metafora lessicalizzata (metafora morta) è l’effetto di contrasto provocato dal senso metaforico nei confronti del senso letterale: abolire il senso letterale, usuale, significa non poter più riconoscere lo scarto in rapporto all’isotopia del contesto che la metafora provoca. Bisogna evitare di intendere il “senso proprio” come senso originario”; esso indica semplicemente il significato comune, abituale di un termine. La differenza letterale-figurato può essere conservata se intesa in un modo nuovo. La metafora potrà così distinguersi per il fatto di instaurare una nuova pertinenza semantica provocando un’aggiunta di senso rispetto ai significati lessicalizzati o una prospettiva inedita da cui riconsiderare l’argomento o l’oggetto in questione. A questo punto è necessario specificare i due possibili utilizzi della metafora nel testo filosofico: il primo si ha quando, al sopraggiungere di un diverso modo di proporre i problemi, è necessario esprimere nuovi significati, e non trovando a disposizione un linguaggio appropriato si ricorre a delle

Anteprima della Tesi di Laura Cuozzo

Anteprima della tesi: Il linguaggio figurato e la comprensione delle espressioni idiomatiche, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Laura Cuozzo Contatta »

Composta da 227 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 11525 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 23 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.