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Il vincolo di giudicato nel controllo di costituzionalità delle leggi

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1) Da un lato, c’è chi nega che la Corte sia un organo giurisdizionale e che le sue pronunce 3 abbiano la relativa natura e costituiscano sentenze. Questa soluzione lascia aperto il problema di stabilire la vera natura della Corte: alcuni la prospettano come legislativa 4 , altri si limitano a porla al di fuori della tradizionale tripartizione dei poteri dello Stato 5 . La negazione della natura giurisdizionale della Corte non elimina, a mio parere, il problema del vincolo conseguente alle decisioni anche se, certamente, impedisce di parlare di giudicato in senso tecnico. La Corte stessa, nonostante in varie occasioni abbia mostrato di escludere la possibilità di inquadrare precisamente le proprie funzioni, ha ormai assunto come pacifica la sussistenza di un giudicato come vincolo al 3 La maggior parte dei giuristi ha affrontato la questione riferendosi esclusivamente alla funzione di sindacato di legittimità delle leggi; qualche autore ha invece esteso l’ indagine a tutte le competenze della Corte, in alcuni casi giungendo a conclusioni diverse in relazione a ciascuna di esse. In proposito cfr. F. Casamassima, La giurisdizione costituzionale, in La Corte costituzionale, Rassegna di studi promossa dall’Avvocatura dello Stato, cit., pp. 102-103. 4 L’opinione più famosa in questo senso è quella di P. Calamandrei, La illegittimità costituzionale delle leggi nel processo civile, Padova, Cedam, 1950; l’argomento principale utilizzato da Calamandrei a sostegno della propria tesi è basato sull’ efficacia erga omnes assegnata nel nostro ordinamento alle sentenze di accoglimento, che consentirebbe l’assimilazione alla funzione legislativa. 5 Cfr. ad esempio G. Abbamonte, Il processo costituzionale italiano, II, Napoli, Jovene, 1962, p. 365; N. Jaeger, Sui limiti di efficacia delle decisioni della Corte costituzionale, in “Rivista di diritto processuale”, 1958, pp. 372-374. Si può dubitare, però, del fatto che l’attribuzione della natura giurisdizionale alle funzioni della Corte sia incompatibile con la configurazione della stessa come un potere dello Stato distinto dagli altri: cfr. A.M. Sandulli, Natura, funzione ed effetti ..., cit. alla nota 2, p. 24; G. Azzariti, Dichiarazioni alla stampa nella conferenza del 30 dicembre 1958, in “Giurisprudenza costituzionale”, 1959, pp. 956-957; Id., Gli effetti delle pronunzie sulla costituzionalità delle leggi, in “Rivista di diritto processuale”, 1950, p. 202-204. A rigore, escludere la possibilità di inquadrare la Corte in una delle tre funzioni dello Stato comporta la rinuncia a trarre la soluzione dei problemi dall’ analogia con altre forme di attività giuridica e impone il ricorso esclusivo al sistema proprio dell’ istituto, quale risulta dal diritto positivo che lo riguarda.
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Il vincolo di giudicato nel controllo di costituzionalità delle leggi

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Informazioni tesi

  Autore: Valeria Cinollo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1999-00
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Pasquale Costanzo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 124

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