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Tifo organizzato e identità collettiva. Il fenomeno ultras nel calcio

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emozioni e privi di impulsi morali e inibitori. Anzi, ritenendoli coscienti e consapevoli delle loro azioni, per giungere alla conoscenza della matrice cognitiva dei tifosi resta essenziale secondo lo psicologo una spiegazione del comportamento che muova proprio dal punto di vista e dalle ragioni degli attori stessi (tramite quindi resoconti, autobiografie e interviste di profondità). Dagli approcci teorici fin qui presentati(tutti riconducibili alla dottrina dell’interazionismo simbolico) sembra distaccarsi almeno in parte Antonio Roversi, sociologo bolognese da tempo impegnato nello studio del tifo organizzato, italiano e non, e autore di lavori che risulteranno fondamentali nel corso della nostra indagine per approfondire alcuni aspetti salienti del fenomeno ultras 10 . Roversi infatti, pur rappresentando le aggregazioni di tifosi come delle vere e proprie nicchie sociali entro le quali si è riprodotta, col passare del tempo, una specifica “comunità morale” costituita da giovani che condividono dei modelli culturali egemoni ed unificanti, è piuttosto scettico riguardo la distinzione tra violenza simbolica e violenza reale fatta da Marsh e colleghi e poi ripresa da Salvini e Dal Lago. Per lui l’escalation di atti teppistici registratasi negli anni Ottanta e Novanta, e soprattutto il degenerare delle forme attraverso cui gli ultras danno sfogo alla loro aggressività, deve destare molta più preoccupazione di quanta invece non ne mostrino i sociologi appena citati, che per Roversi sembrano minimizzare troppo la portata e gli effetti reali dei comportamenti violenti. Ed una certa paura Roversi la nutre anche per le infiltrazioni delle organizzazioni politiche(in modo particolare di quelle dell’estrema destra) nelle curve degli stadi italiani, che nell’ultimo decennio avrebbero costituito un serbatoio di reclutamento per quei movimenti di matrice razzista e xenofoba. Mentre, per Dal Lago, l’adesione di alcune frange ultrà alla cultura della destra radicale deve essere ricondotta alla logica rituale dello stadio e rientrerebbe ancora una volta in quel processo di “revisione” in senso parodistico delle tematiche più ricorrenti nella vita “seria”, senza cioè implicare una reale militanza politica. Ciò nonostante, Roversi condivide con tutti gli altri l’idea delle formazioni ultras come gruppi nomici, altamente strutturati, caratterizzati da una propria cultura forte e comunque inclini ad 10 Cfr. A. Roversi, Calcio e violenza in Europa; A. Roversi(a cura di), Calcio, tifo e violenza; A. Roversi, Il sociologo e l’ultrà, in V. Marchi(a cura di), Ultrà. Le sottoculture giovanili negli stadi d’Europa; A. Roversi, Gente da stadio: tifosi organizzati e ultras, in R. Grozio(a cura di), Catenaccio & Contropiede; A. Roversi-G. Triani(a cura di), Sociologia dello sport.

Anteprima della Tesi di Daniele Cioni

Anteprima della tesi: Tifo organizzato e identità collettiva. Il fenomeno ultras nel calcio, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Daniele Cioni Contatta »

Composta da 391 pagine.

 

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