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La responsabilità da reato dell'ente collettivo

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necessariamente “includere almeno la colpa dell’agente in relazione agli elementi più significativi della fattispecie tipica” ( 16 ). Al centro del giudizio di responsabilità deve esservi un fatto connotato da tutti i suoi requisiti oggettivi e soggettivi, cosicché il carattere “proprio” dell’illecito possa racchiudersi nella realizzazione della fattispecie tipica di reato, sorretta dalla possibilità di controllo consapevole. Il legislatore costituzionale ha inteso anche esprimere il principio secondo cui l’applicazione della pena presuppone l’attribuibilità psicologica del fatto di reato alla volontà antidoverosa del soggetto. Ciò si traduce, secondo la dottrina favorevole al principio “societas delinquere non potest”, nella impossibilità per l’ente collettivo di rispondere personalmente perché incapace di esprimere un atteggiamento volitivo colpevole. Si ottiene così una connotazione sempre più marcatamente personalistica, soggettiva, dell’illecito penale e l’affermazione di una responsabilità che, d’ora in poi, dovrà essere imputata per fatto proprio colpevole. Grazie a questa seconda e più ampia interpretazione si rafforza ulteriormente la tesi della irresponsabilità delle persone giuridiche. Sulla base di questa duplice interpretazione dell’art. 27, comma 1, Cost. e del suo legame con la teoria finzionistica, in dottrina si è giunti alla conclusione che nessun addebito di carattere penale può essere mosso alla persona giuridica, incapace com’è di esprimere una volontà colpevole, e che, pertanto, una responsabilità colpevole è propria solo dell’essere umano. Se pure è possibile equiparare sul piano oggettivo l’agire della persona fisica a quello della persona giuridica, che opera per mezzo dei propri rappresentanti, tuttavia tale tentativo di assimilazione è 16 Corte cost., sent. 24 marzo 1988, n. 364, pubblicata in Giur. Cost., 1988, I, punto 11 dei “considerando in diritto”, 1517, con nota di R. D’ALESSIO, 1533; in Foro it., 1988, I, 1385 con nota di G. FIANDACA, Principi di colpevolezza ed ignoranza inescusabile della legge penale: “prima lettura” della sentenza n. 364/1988, nonché in Riv. it. dir. e proc. pen., 1988, 686 con nota di D. PULITANÒ.

Anteprima della Tesi di Gianmarco Cristiano

Anteprima della tesi: La responsabilità da reato dell'ente collettivo, Pagina 12

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Gianmarco Cristiano Contatta »

Composta da 242 pagine.

 

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