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Il terzo pilastro della previdenza: analisi di un decollo mancato

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17 rendimento – pari a due punti per ogni anno di contribuzione – per la retribuzione pensionabile, che è una media particolare di tutti gli anni di contribuzione; v. l’indicizzazione dei benefici pensionistici all’andamento generale dei prezzi; vi. la retribuzione pensionabile è posta pari alla media delle retribuzioni imponibili di tutti gli anni di contribuzione con riferimento all’intera vita lavorativa; vii. l’istituzione regole per la costituzione dei fondi pensione aperti e chiusi incentivando l’uso del Tfr e istituendo contemporaneamente una Commissione di Vigilanza per i fondi, il COVIP. Queste norme riguardano i soggetti entrati nel mercato del lavoro successivamente alla loro approvazione, vale a dire a partire dal 1994. Di per sé la riforma Amato cambiò solo leggermente il sistema previdenziale: limitò le uscite anticipate di cui ancora fruiva il pubblico impiego, bloccò i pensionamenti differendoli di qualche anno o poco più: i conti pubblici trassero un certo beneficio ma era soprattutto un principio politico che veniva affermato: non vi erano più diritti acquisiti. Dal punto di vista strutturale la riforma ha sensibilmente ridotto le prestazioni pensionistiche per le generazioni più giovani. Particolarmente severa è la misura che elimina l’indicizzazione delle pensioni alle retribuzioni; tale disposizione comporta una notevole differenza di benessere economico tra chi è in pensione e chi è in attività. Alla severità manifestata nei confronti dei giovani si contrapponeva una grande tolleranza per i pensionati e i lavoratori con più di 15 anni di contribuzione, infatti tali cambiamenti non toccano i pensionati ma si prevedono aggiustamenti molto modesti e diluiti nel tempo per i lavoratori in attività. In sostanza emerge una scarsa equità di alcuni provvedimenti. A livello di debito previdenziale si è riscontrata una diminuzione tra il prima e il dopo Amato, ma tale variazione grava integralmente sulle future generazioni che, a regime, si troverebbero addirittura nella posizione di poter vantare un “credito previdenziale” nei confronti della società, perché la differenza tra il valore attuale
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Il terzo pilastro della previdenza: analisi di un decollo mancato

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Informazioni tesi

  Autore: Samuela Russo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Gloria Regonini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 210

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Parole chiave

fondi pensione
previdenza sociale
sistema pensionistico
pensioni
invecchiamento della popolazione
pensione integrativa
terzo pilastro della previdenza

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