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L'informatica esposta al museo: analisi e prospettive

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Murray Hopper, dopo una lunga ricerca, trova che un insetto ("bug") rimasto schiacciato in un relè. Questo gigante diventa obsoleto non appena fa la sua comparsa l’ENIAC (Electronic Numerical Integrator and Computer), la cui costruzione si deve al lavoro di Prosper Eckert e John W.Mauchly che operano alla Moore School dell’Università della Pennsylvania. La macchina utilizza la tecnologia dei tubi a vuoto, già presenti nell’ABC di Atanasoff e Berry e viene inaugurata nel 1946 con la dimostrazione di un calcolo di traiettoria balistica. E’ composta da oltre centomila componenti, di cui diciottomila valvole; l’altezza supera i tre metri e il peso si aggira intorno alle trenta tonnellate. Sia in ingresso che in uscita le informazioni vengono trasmesse tramite schede perforate. Il calore generato dall’ENIAC è forte e il consumo di elettricità non è da meno, tanto che richiede l’uso di una piccola centrale elettrica. Funziona in modo soddisfacente e velocemente, ma ben presto viene compresa l’inefficacia della rapidità del sistema nel fare i calcoli dal momento che i dati devono essere inseriti a mano dall’operatore. Si affaccia la necessità di un’organizzazione logica interna alla macchina che funga da organo specifico per coordinare e dirigere l’attività di tutte le altre parti. E’ John Von Neumann che nel 1945 definisce le caratteristiche fondamentali del computer in un breve testo dal titolo “Primo abbozzo di un rapporto sull’EDVAC”. Il progetto dell’EDVAC prevede che ogni istruzione sia sottoforma di codice numerico in modo da assumere l’aspetto di un dato e da poter essere registrata in memoria. Si tratta del concetto di algoritmo, elaborato per la prima volta nel 825 d.C. dal matematico persiano Abu Ja'far Mohammed ibn Mâsâ al-Khowârizmî e ripreso nel 1936 dallo studioso

Anteprima della Tesi di Sabrina Di Pietrantonio

Anteprima della tesi: L'informatica esposta al museo: analisi e prospettive, Pagina 13

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Sabrina Di Pietrantonio Contatta »

Composta da 154 pagine.

 

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