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Cooperazione economica e ambientale dell'Unione europea con paesi del sud del Mediterraneo

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6 nuovo trattato le cui linee direttrici sono fissate dal Consiglio europeo di Maastricht, del 9-10 dicembre 1991. Il trattato sull'Unione europea, entrato in vigore il 1 novembre 1993, fissa per gli Stati membri un programma molto ambizioso: la realizzazione di un'unione monetaria entro il 1999, l'elaborazione di nuove politiche comuni, l'istituzione di una cittadinanza europea, la creazione di una politica estera e di sicurezza comune, l'organizzazione della sicurezza interna. Una clausola di revisione stabilita dal trattato di Maastricht ha portato gli Stati membri a negoziare un nuovo trattato, firmato ad Amsterdam il 2 ottobre 1997, che ritocca e potenzia le politiche e gli strumenti dell'Unione, segnatamente nei settori della cooperazione giudiziaria, della libera circolazione delle persone, della politica estera e della sanità pubblica. Grazie a tale trattato, il Parlamento europeo, espressione democratica diretta dell'Unione, acquista nuove competenze che confermano il suo ruolo di colegislatore. Il 1 gennaio 1995 sono entrati nell'Unione europea tre nuovi paesi, l'Austria, la Finlandia e la Svezia che arricchiscono l'Europa con il loro patrimonio culturale e le aprono nuovi spazi nel cuore dell'Europa centrale e settentrionale. Successivamente l'Unione dei Quindici si è trovata ad affrontare due grandiose sfide: l'allargamento ai dieci paesi dell'Europa centrale e orientale, con i quali il Consiglio europeo di Lussemburgo del 13 dicembre 1997 ha deciso di avviare negoziati di adesione a partire dalla primavera del 1998; e lo sfruttamento delle potenzialità dell'Unione monetaria con della creazione dell'euro. Tali sfide richiedono un forte impegno. È infatti impensabile che un'Unione di oltre 25 membri possa funzionare se non si provvede a consolidarne i meccanismi decisionali e se non si possiede la certezza che le politiche di solidarietà e le politiche di azione comune beneficeranno di un sistema di finanziamento equo ed efficace. Altrettanto difficile si presenta mantenere il consenso degli Stati sui grandi obiettivi comuni che ci si prefigge e sugli strumenti di cui occorrerà servirsi per realizzare tali obiettivi in un contesto, come quello dell'ampliamento, che aumenterà l'eterogeneità degli interessi e delle vedute in seno all'Unione. La Commissione europea, presieduta da Jacques Santer, ha presentato nel luglio 1997 l' "Agenda 2000", sulla cui base i governi si sono impegnati ad un'approfondita revisione delle politiche strutturali e della politica agricola comune. L'Unione non ha quindi altra scelta che continuare a progredire sulla strada di un'organizzazione che sia al tempo stesso democratica ed efficace, in grado di

Anteprima della Tesi di Marzia Tamburrino

Anteprima della tesi: Cooperazione economica e ambientale dell'Unione europea con paesi del sud del Mediterraneo, Pagina 4

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Marzia Tamburrino Contatta »

Composta da 125 pagine.

 

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