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La sperimentazione teatrale a Napoli dal 1965 al 1975

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4 Sicuramente contribuirono all’emergere di una “nuova scena teatrale”, nell’arco degli anni tra il’65 e il’69, i ritorni del Living Theatre sui palcoscenici napoletani, tra San Ferdinando, Politeama, Mediterraneo. Un contributo lo avevano dato gli spettacoli del teatro napoletano e la presenza del Piccolo di Milano al San Ferdinando con l’Arlecchino di Strehler e al Mediterraneo con L’Istruttoria di P.Weiss.Un vero mutamento cominciò a delinearsi con la riscoperta di Viviani soprattutto da parte di Giuseppe Patroni Griffi nel 1968. Tutto questo avveniva sullo scorcio degli anni’60 e costituì “l’alveo entro cui s’incanalò il processo di autoriconoscimento del pubblico giovanile, che trovava finalmente una sua sponda culturale patria, da affiancare a quella ideologico politica protestataria”. 5 Sarà proprio da questo autoriconoscimento di un pubblico giovanile che nascerà in seguito un nuovo teatro a Napoli. I luoghi di autoriconoscimento erano le assemblee politiche, a cui i giovani accorrevano numerosi, poi c’erano i luoghi di ansiosa ricerca e di dibattito culturale, come la già citata Saletta Rossa della libreria Guida, o il ritrovarsi a Villa Pignatelli con Chaikin, Bartolucci, Bocca Sanguineti, Moravia. Ci si riconosceva teatranti negli spazi angusti del Teatro Esse, del Teatro Instabile, del Teatro Orione, dell’Executive Club.Si era inoltre cinefili negli spazi bui del Cinema Lux, del CineClub o del Cinema Amedeo, si era infine musicomani con il Play Studio 6 . Ma essere teatranti, cinefili, musicomani non era altro, per quei giovani, che un rituale per riconoscersi membri di una comunità che allora si stava formando, e che presto avrebbe dato alla luce gli interessanti spettacoli dei Vitiello, Santella, Massarese, Neiwiller, Pugliese, Mastelloni e tanti altri che avrebbero contribuito a dare una svolta decisiva al teatro napoletano. Erano dunque vicini i tempi per una drammaturgia civile che traeva la sua linfa vitale proprio da quei cortei, dalle assemblee, dalla solidarietà con gli operai, dai sit-in e che, per la prima volta, 5 Cfr: “Napolifrontale,catalogo, politica, soggetti sociali ed altre storie”, Franco Carmelo Greco, Il nuovo spettatore ,cit.,pp.4-5. 6 Il Play Studio si forma nel 1967 installandosi in via Martucci. Il gruppo è legato ad Arturo Morfino. Esso si caratterizza come nucleo di intervento teatrale sul territorio, puntando quindi al collegamento con le classi popolari ed alla forma del laboratorio aperto per coinvolgere la gente del quartiere nella produzione di spettacoli. Il lavoro di inserimento nel territorio si realizza con le feste collettive teatrali e musicali, risultato dell’incontro fra le tecniche dell’animazione e la ricerca di moduli espressivi che possono realizzarsi in momenti collettivi. Cfr: Vanda Monaco, La contaminazione teatrale, Bologna, Patron Editore, ’81, p. 125.

Anteprima della Tesi di Concetta Castaldo

Anteprima della tesi: La sperimentazione teatrale a Napoli dal 1965 al 1975, Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Concetta Castaldo Contatta »

Composta da 142 pagine.

 

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