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La sperimentazione teatrale a Napoli dal 1965 al 1975

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5 identificava gli attori nel pubblico, negli spettatori. Si guarda al teatro come all’incrocio dialettico di due riti consumati su spazi fisici diversi (ma nello stesso spazio simbolico) ed i protagonisti sono proprio gli attori e gli spettatori nel loro asimmetrico incontrarsi. Gli attori portano con sé il peso della scenografia, così come gli spettatori sono il momento emergente, il momento più forte, che si oppone e si integra alla scena. Diventa dunque centrale il problema della presenza dello spettatore per la comprensione dell’evento spettacolare, anche se non sempre gli è stata rivolta la giusta attenzione. 7 Ma in che modo lo spettatore diventa il creatore e il realizzatore del testo spettacolare, in che modo il suo essere nello spazio teatralizzante, risulta essenziale alla definizione dello spettacolo? I due spazi, quello in cui opera l’attore e quello in cui è presente lo spettatore, possono essere studiati ed analizzati separatamente; ma solo dal loro integrarsi è ricavabile l’evento spettacolare. La metafora dello specchio può essere utile per delineare quel che oppone l’attore allo spettatore: l’attore si riconosce come tale solo identificandosi nel personaggio (che è un’immagine al di là, spostata sempre in avanti rispetto a se stesso), mentre lo sguardo dello spettatore sancisce questa relazione alienante; al contrario lo spettatore si identifica nel personaggio rappresentato ed è l’attore a chiudere col suo sguardo il cerchio di questo rapporto. L’attore e lo spettatore si fronteggiano sulla linea dell’interpretazione: il personaggio è lo specchio sulla cui superficie essi si riconoscono e sono riconosciuti dall’altro.Uno specchio dalla doppia faccia riflettente, doppia come il significato di “interpretazione”, il cui senso si inverte secondo lo sguardo dello spettatore o dell’attore. Siamo ormai lontani da un teatro chiuso nel guscio d’uovo del piccolo rito onanistico dell’attore, un teatro pre-teatrale, impossibile come una casa fatta solo di interni e priva di facciata. Nasce invece un nuovo teatro che guarda ad un rapporto forte ed implicante con gli spettatori ed affida loro il compito di realizzare un nuovo immaginario drammaturgico. 7 Marco De Marinis afferma: “Siamo ancora sprovvisti dei paradigmi in grado di consentire una soddisfacente modellizzazione delle attività dello spettatore teatrale.”Cfr:Marco De Marinis, Semiotica del Teatro,L’analisi testuale dello spettacolo, Milano,Bompiani,1982,p.14.

Anteprima della Tesi di Concetta Castaldo

Anteprima della tesi: La sperimentazione teatrale a Napoli dal 1965 al 1975, Pagina 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Concetta Castaldo Contatta »

Composta da 142 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.