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La filosofia del diritto di Mario Calderoni

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14 La verità è l’insieme delle attività di verificazione della comunità scientifica come la realtà è l’accordo della comunità sulla verità. Peirce si dimostra fiducioso del cammino trionfale della scienza verso la verità, senza tuttavia trascurare – come osservato – l’idea di fallibilità della conoscenza scientifica 12 . Le idee della verità come “collaborazione” comunitaria e dell’Amore/ Dio come motore evolutivo dell’universo formano in Peirce un’etica della solidarietà. Per ciò che concerne il meccanismo conoscitivo, James 13 conferisce alla nozione di credenza una funzione accessoria. E’ senza dubbio elemento costitutivo della razionalità umana, ma non ne è condizione necessaria e sufficiente. Per James – allo stesso modo che in Peirce- il dubitare è il motore della ricerca. “Dubitare” vuole dire tradursi da uno stato mentale di incertezza ad uno stato mentale di certezza e rilassamento. La razionalità è innanzitutto sensazione emotiva soddisfacente, derivata dal conformarsi del mondo interno al mondo esterno. Il tradursi dell’uomo dalla incertezza alla certezza è – come in Peirce- credenza. Ma la credenza non è unica base necessaria alla razionalità umana. E’necessario riconoscere l’incidenza del desiderio sulla credenza. “Pensare” vuole dire introdurre una catena infinita di inferenze tra credenze, senza tuttavia escludere l’influenza benefica e normale del desiderio (interesse/ valutazione) sulla catena di inferenze. 12 Cfr. A. Santucci, Storia del Pragmatismo, cit., 47: “La ricerca deve procedere indefinitivamente… senza pregiudizi ed esclusioni. Il Pragmatista logico o pragmaticista ne aveva fornito le regole, aveva mostrato come si fissano le credenze e si rendono chiare le idee, come la conoscenza consista in un’interpretazione e l’ipotesi v’abbia una parte preminente.Con esse egli proponeva un modo nuovo di fare filosofia, libero dalle tradizioni ingombranti e dall’autorità delle scuole, ben deciso a respingere le manipolazioni del sapere da parte del sistema industriale e produttivo… Peirce indicava nella comunità degli scienziati il luogo in cui era possibile sottrarsi alla corruzione del potere e all’alienazione. Poteva allora accadere che questa apologia della scienza ne compromettesse l’elemento fallibile e cedesse all’idea di un suo progresso irreversibile, alla visione di un universo sulla via di diventare tutto razionale e trasparente…”. 13 Cfr. E. Oggioni, Filosofia e Psicologia nel pensiero postromantico, Bologna, Patròn, 1955, 117: “James deve essere considerato fra tutti i filosofi dell’età postromantica il migliore e il più progredito, perché quello che meglio ha inteso che il gran problema della coscienza contemporanea, il problema critico e gnoseologico del rapporto tra fatto e valore, fra la contingente irrazionalità e soggettività spontanea dell’essere umano… e l’oggettività e normatività del pensiero giudicante, non può essere risolto appellandosi ad un’evidenza di ordine razionale ed intellettuale… bensì alle forze irrazionali della soggettività, cosicché la verità non può essere concepita che come un mito ideologico, in cui si crede non già perché lo si trova evidente, ma che si trova evidente, appunto perché, preliminarmente, si decide di credervi. La deficienza più grave del pensiero di James è l’assenza in lui di una mentalità storicistica…”.

Anteprima della Tesi di Ivan Pozzoni

Anteprima della tesi: La filosofia del diritto di Mario Calderoni, Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Ivan Pozzoni Contatta »

Composta da 217 pagine.

 

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