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La filosofia del diritto di Mario Calderoni

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18 Alfani, lontani dai tentativi di fondare la conoscenza umana sull’intuizione (Rosmini) o di subordinare all’essere trascendente-divino l’intera realtà fenomenica (Rosmini e Gioberti), si abbandonano a sterili discussioni sull’arte oratoria e a inutili sermoni moralistici. Tanto da sembrare vuoti retori anziché filosofi. Le caratteristiche comuni al trascendentismo cattolico di fine ottocento sono: un interesse morboso verso la letteratura moralistico-edificante; un’accettazione a- critica delle verità rivelate della dottrina cristiana; un cercare conforto all’ombra del senso comune cattolico, rinunziando alla severità scientifica ed alla curiosità della libera ricerca filosofica. D’altro canto la seconda metà dell’Ottocento è dominata dal c.d. “idealismo meridionale” di Francesco De Sanctis, di Bertrando Spaventa e di Antonio Labriola (con contaminazioni marxiste), culla del neo-idealismo di Croce e Gentile. La tradizione storicistica vichiana dell’intellettualismo meridionale si travasa nell’ottocento italiano all’interno dell’idealismo hegeliano. De Sanctis, maestro di Croce in materia di Estetica, sebbene rivaluti la concezione hegeliana della storia come totalità e successione necessaria di momenti similmente razionali volta alla liberazione dell’immanente umano dal trascendente divino, tende nella sua Storia della letteratura italiana a riconoscere come valido, contro l’idealismo estremizzato, l’intento anti-metafisico delle nuove dottrine realiste 17 . Spaventa tenta di ricondurre la filosofia italiana alla tradizione filosofica continentale (e massimamente alla filosofia idealistica tedesca), vincendo la tendenza del trascendentismo cattolico alla chiusura culturale. Labriola, massimo studioso del marxismo nell’Italia di fine ottocento, introduce in Italia la rivalutazione marxiana dell’idealismo tedesco. La relazione tra idealismo meridionale ottocentesco e neo- 17 Garin, in E. Garin, Cronache di filosofia italiana, cit., vol. I, 15 e 16, non riconosce in toto a Francesco De Sanctis il titolo di “idealista” hegeliano: “De Sanctis, a dire il vero, non può senz’altro venire ricondotto a Hegel, anche se l’impostazione teorica della sua Storia, ed il suo modo di concepire lo sviluppo della cultura italiana, ci pongono innanzi ad un preciso disegno…”; e successivamente: “E’ (quello di De Sanctis), si badi, un realismo sorto dal seno dell’idealismo; è, diremmo, una rigorosa interpretazione dell’idealismo come operosa fedeltà al limite concreto, come umana opera nel mondo contro ogni evasione astrattamente moralistica e retorica…”.

Anteprima della Tesi di Ivan Pozzoni

Anteprima della tesi: La filosofia del diritto di Mario Calderoni, Pagina 15

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Ivan Pozzoni Contatta »

Composta da 217 pagine.

 

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