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La previdenza complementare in Italia e nell'ordinamento comunitario. Un fondo pensione negoziale in Italia: Telemaco, fondo pensione complementare per i lavoratori delle aziende di telecomunicazione

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Introduzione Le problematiche relative al sistema pensionistico italiano sono da tempo oggetto di un dibattito politico per i risvolti economico-sociali che comporta in quanto oggi la spesa previdenziale rappresenta il 40% delle spese primarie correnti della Pubblica Amministrazione e il 14% del PIL ed è stato calcolato il raggiungimento nel 2030 di un ammontare della spesa stessa pari al 16% del PIL. L’ aspetto determinante sul sistema sociale nel suo complesso riguarda l’invecchiamento della popolazione, tanto da poter affermare che mentre oggi gli individui di età tra i 55 e i 64 anni risultano essere il 19% della popolazione, compresa in età tra i 20 anni e i 64 anni; nel 2050 raggiungeranno il 50, 6%, incidendo così sul rapporto tra pensionati ed occupati che passerà dallo 0, 9 odierno all’1,2 proprio nel 2050. Il sistema pensionistico pubblico fu oggetto di una prima parziale riforma nel 1992, con il Governo Amato, che ne ravvisò i segnali e le tendenze involutive legate a dati revisionali macroeconomici di spesa, tanto da porre in essere alcuni correttivi: fu elevata l’età del pensionamento di vecchiaia e furono rivisti verso il basso gli importi delle prestazioni a parità di contributi e di anni di lavoro; fu prevista l’emanazione di decreti legislativi volti a “favorire la costituzione su base volontaria, collettiva o individuale, di forme di previdenza per l’erogazione di trattamenti pensionistici complementari”. Nel 1995, durante il Governo Dini, furono apportati ulteriori correttivi al sistema pensionistico con effetti significativi nel breve e medio termine: fu accelerato l’innalzamento dell’età di conseguimento del diritto alla pensione e furono collegati più strettamente sul piano individuale contributi e prestazioni. Il sistema previdenziale pubblico, per gli effetti di questi provvedimenti, tende oggi a ridurre le prestazioni pensionistiche contribuendo a favorire la crescita e lo sviluppo dei fondi pensione quale supporto economico compensativo ed integrativo delle erogazioni fornite dagli enti pubblici previdenziali. Con questa trattazione si vuole illustrare la situazione normativa dei fondi pensione complementari in Italia ed in Europa, analizzando in particolare anche la gestione finanziaria di questi. L’analisi prosegue con uno studio accurato di un fondo italiano quale è TELEMACO, Fondo nazionale pensione Complementare per i Lavoratori delle aziende di telecomunicazione, approfondendone il profilo organizzativo, le linee di investimento del fondo e le evoluzioni normative in atto. Saranno poi evidenziate le cause del ritardo italiano per il decollo della previdenza complementare, saranno illustrati i recenti indirizzi dell’ Unione Europea e gli impegni italiani presi negli ultimi Consigli europei. Saranno, infine, proposte le soluzioni necessarie per lo sviluppo dei fondi per un cambiamento adeguato del sistema previdenziale italiano. Capitolo I L’evoluzione della previdenza complementare in Italia Il processo di ridisegno della previdenza sociale realizzato in Italia ha delineato una struttura suddivisa in tre pilastri: 1. previdenza pubblica erogata dallo Stato e gestita secondo il sistema a ripartizione; 2. previdenza complementare erogata da soggetti autorizzati e gestita secondo il sistema a capitalizzazione; 3. previdenza integrativa individuale erogata da soggetti preposti e gestita secondo il sistema a capitalizzazione.

Anteprima della Tesi di Nicoletta Romano

Anteprima della tesi: La previdenza complementare in Italia e nell'ordinamento comunitario. Un fondo pensione negoziale in Italia: Telemaco, fondo pensione complementare per i lavoratori delle aziende di telecomunicazione, Pagina 1

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Nicoletta Romano Contatta »

Composta da 338 pagine.

 

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