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La previdenza complementare in Italia e nell'ordinamento comunitario. Un fondo pensione negoziale in Italia: Telemaco, fondo pensione complementare per i lavoratori delle aziende di telecomunicazione

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condizione per fruire di questa agevolazione è subordinata al versamento di un importo della quota del TFR pari alla metà dei suddetti contributi. A vantaggio dei datori di lavoro, secondo tale disciplina, i contributi versati alle forme pensionistiche complementari sono ammessi in deduzione dal reddito d’impresa senza alcun limite. L’autorità preposta al controllo dei fondi, istituita con la L. 124/93, è la Commissione di Vigilanza sui fondi pensione (COVIP), organismo dotato di personalità giuridica di diritto pubblico, istituito con lo scopo di perseguire la corretta e trasparente amministrazione e gestione dei fondi pensione per la funzionalità del sistema complementare. Tra i compiti principali della COVIP ricordiamo: l’autorizzazione all’esercizio dell’attività dei fondi pensione,l’approvazione degli statuti e dei regolamenti, l’autorizzazione alle convenzioni per la gestione delle risorse dei fondi con gli intermediari abilitati, la valutazione dei principi di trasparenza nei rapporti con gli iscritti, il controllo sulla gestione tecnica, finanziaria, patrimoniale e contabile (anche mediante ispezioni). La Commissione, infine, pubblica annualmente una Relazione, emette pareri e diffonde informazioni utili alla conoscenza della previdenza complementare. Capitolo II Il contesto europeo dei fondi pensione complementari Anche dall’analisi dei dati forniti da organismi europei si evince chiaramente che tra il 2000 e il 2050 in gran parte degli stati membri dell’UE, la spesa per le pensioni pubbliche si incrementerà tra i 3 e i 5 punti percentuali, tenuto conto che attualmente assorbe tra il 9 e il 15% del PIL. Di conseguenza gli stati dell’UE sono stati chiamati a sviluppare inevitabilmente regimi integrativi adeguati. La Commissione europea ha analizzato la materia per la prima volta,in una comunicazione del luglio 1991, proponendo la liberalizzazione delle norme nazionali in materia di investimenti legati ai fondi. Dopo alcuni rapporti nel 1996 e 1997, con la Comunicazione del maggio 1999 dal titolo “Verso un mercato unico per i regimi pensionistici integrativi”, la Commissione ha valutato come opportuna l’adozione di una direttiva finalizzata ad assicurare la massima protezione agli aderenti ai fondi pensione, a permettere a questi ultimi di beneficiare dei vantaggi del mercato unico,a garantire la parità di trattamento tra i fornitori di pensioni integrative connesse ad una determinata occupazione ed a consentire il mutuo riconoscimento dei regimi regolamentati da norme prudenziali. Dopo quest’ultima direttiva la Commissione emanò una proposta nell’ottobre del 2000 che regolava gli investimenti dei fondi pensione. Su questo tema la proposta di Direttiva Europea forniva una regola guida che andava sotto il nome di “prudent man rule”, ossia le attività dei fondi pensione dovevano essere investite con tutta l’attenzione, l’abilità e la diligenza che una persona prudente ed esperta in materia avrebbe usato nella conduzione di un’impresa con scopi analoghi. Il Parlamento europeo, nel luglio 2001, aveva ritenuto di proporre agli Stati membri un periodo massimo di cinque anni entro cui adeguarsi al principio del “prudent man rule”. L’adozione di questo principio implicava un potenziamento dei controlli interni, della qualità della “governance” dei fondi e degli obblighi di trasparenza ed informativa.

Anteprima della Tesi di Nicoletta Romano

Anteprima della tesi: La previdenza complementare in Italia e nell'ordinamento comunitario. Un fondo pensione negoziale in Italia: Telemaco, fondo pensione complementare per i lavoratori delle aziende di telecomunicazione, Pagina 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Nicoletta Romano Contatta »

Composta da 338 pagine.

 

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