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La critica ai consumi: la sottocultura No global

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5 dall’opinione pubblica in occasione del summit dell’Organizzazione Mondiale del Commercio tenutosi a Seattle nel novembre del 1999 sotto il nome di “popolo di Seattle”. A Seattle seguono periodicamente molte altre manifestazioni che diventano le occasioni per esprimere il dissenso del movimento nei confronti del pensiero neoliberista. Contro l’attuale modello di globalizzazione si batte dunque il movimento “No global” che si oppone al neoliberismo, all’asservimento della politica all’economia, alla dominazione del mondo da parte del capitale e ad ogni forma di imperialismo. In particolare, esso combatte il processo di globalizzazione guidato dalle grandi multinazionali, dai governi e dalla istituzioni internazionali che sono al servizio delle prime. Questo movimento antiliberista si sta inoltre impegnando nella costruzione di una società civile caratterizzata da relazioni fruttuose fra gli esseri umani e fra gli stessi e la terra in cui vivono. Tutto ciò è reso possibile dall’impegno dei vari gruppi all’interno del movimento nella realizzazione di una globalizzazione solidale che, rispettando i diritti umani universali, dei paesi poveri e dell’ambiente, si fonda su un sistema economico democratico e su delle istituzioni al servizio della giustizia sociale, dell’uguaglianza e della sovranità dei popoli. E’ questo il contesto in cui il movimento promuove un’economia al servizio delle persone e non del mercato, nella quale la ricchezza sia distribuita equamente fra i paesi del nord e quelli del sud del mondo. Con il presente lavoro intendo analizzare trasversalmente il movimento “No global” costruendo un percorso in cui esso venga contestualizzato nel mondo dei consumi. Ciò significa che gli aspetti politici ed economici verranno comunque toccati essendo il rapporto del movimento con il consumo guidato da un preciso ordine di valori e di idee politiche. L’originalità di tale analisi è alimentata dall’idea personale che esista un legame tra lo sviluppo della società dei consumi e il formarsi della sottocultura “No global” e che il movimento antiliberista sia l’estrema conseguenza dell’attuale fase di maturità raggiunta dalla società dei consumi. Quest’ultima vede svilupparsi la figura del consumatore postmoderno di cui si riconoscono alcuni tratti nei giovani “No global”. Essi, pur essendo nati nella società dei consumi, provano disagio sociale

Anteprima della Tesi di Lorenzo Stevanin

Anteprima della tesi: La critica ai consumi: la sottocultura No global, Pagina 2

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo

Autore: Lorenzo Stevanin Contatta »

Composta da 150 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.