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La critica ai consumi: la sottocultura No global

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12 messa in scena tipica delle vetrine dei negozi viene sostituita da spazi interni caratterizzati da rappresentazioni esotiche (la Cina, la Tailandia, Venezia…). Il consumatore diventa una specie di “Alice nel paese delle meraviglie”: L’ingordigia di beni, il moltiplicarsi e trasformarsi dei luoghi di consumo e l’incessante riversarsi sul mercato di prodotti sono naturalmente stimolati da dei sistemi di valori a cui fanno capo l’etica protestante per l’agire delle imprese e l’etica romantica per l’agire dei consumatori (Campbell, 1983). Collin Campbell lega l’etica protestante di Weber (1905) ad una concezione romantica del consumo. Sono i ceti medi della società inglese di tradizione protestante a guidare le imprese e lo fanno reinvestendo continuamente i profitti. Il successo della propria attività viene visto come la condotta ottimale secondo il progetto divino. L’accumulo di ricchezza viene quindi sostituito dal continuo reinvestimento che conduce alla produzione di quantità crescenti di beni prodotti. Parallelamente all’etica protestante, nasce l’esigenza di gratificare il proprio sé attraverso qualsiasi esperienza piacevole. E’ all’interno di tale contesto che la cultura industriale fa nascere il desiderio incessante di consumare, il quale spinge gli individui a volere consumare sempre di più. Campbell spiega che questo desiderio non è legato all’acquisto di particolari beni, ma è fine a se stesso: “Noi non desideriamo in genere un oggetto particolare, sebbene questo a volte possa accader; in linea di massima desideriamo desiderare e desideriamo cose nuove e diverse in una girandola continua d’insoddisfazione.” (1983, p. 282). L’autore inserisce l’incessante desiderio di consumare nel concetto di etica romantica. Esso guida gli individui ad aprirsi a tutte le esperienze possibili di consumo ricercando in ognuna la gratificazione de proprio sé. La donna assume un ruolo fondamentale nella diffusione della concezione romantica del consumo (Campbell, 1983): incomincia a vedere la lettura di romanzi non più come fonte da cui trarre insegnamenti morali, ma come esperienza emozionante e gratificante. Con l’Ottocento la donna della classe media diventa una lettrice di romanzi che le permettono dunque di vivere le storie raccontate attraverso gli occhi degli autori. In seguito, l’etica romantica guida gli individui nel desiderare beni non solo culturali ma appartenenti a tutti i
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La critica ai consumi: la sottocultura No global

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Informazioni tesi

  Autore: Lorenzo Stevanin
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM)
  Facoltà: Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo
  Corso: Relazioni Pubbliche
  Relatore: Vanni Codeluppi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 150

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Parole chiave

consumo responsabile
identita sottoculturale
rituali di aggregazione
stile vestimentario
consumismo
no global
sottoculture giovanili
sociologia dei consumi
anticonsumismo

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