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La tutela della concorrenza negli Stati Uniti: il caso Microsoft

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Si prese, invece, coscienza del fatto che l’operare delle forze economiche, se affidato a se stesso e non sottoposto ad alcuna forma di controllo, non assicurava la conservazione del pluralismo economico, espressione di un sano e corretto funzionamento del mercato, ma creava pericolosi squilibri dell’assetto concorrenziale costantemente minacciato da concentrazioni monopolistiche ed oligopoli 2 . • elimina i sopraprofitti dell'imprenditore, • promuove la crescita qualitativa dei prodotti, • esclude dal mercato le unità produttive inefficienti liberando risorse e rendendole disponibili per impieghi più redditizi, • promuove la crescita quantitativa dei prodotti poiché l’incentivo alla differenziazione produttiva moltiplica le alternative di scelta dei consumatori, • diventa essa stessa garante della libertà del mercato in quanto dotata di un immanente (ma non infallibile) potenziale di autoregolazione che impedisce stabili concentrazioni di potere economico o collusioni, favorendo l’accesso al mercato e l’affermazione degli operatori più capaci. La concorrenza, in tal modo, diventa strumento di giustizia sociale oltreché sua espressione. 2 Il monopolio è una forma di mercato in cui l’offerta è concentrata nelle mani un’unica impresa ed in cui il bene prodotto non ha sostituti stretti. I fattori che possono consentire ad un’impresa di esercitare una posizione di monopolio sono: controllo esclusivo di risorse essenziali (es. materie prime e brevetti), restrizioni governative all’ingresso di nuove imprese (assegnazione esclusiva della produzione allo Stato o a taluni enti, monopolio legale) ed infine minimizzazione dei costi di produzione (il monopolio sorge in questi casi perché rappresenta il modo meno costoso per produrre una quantità data di un bene, monopolio naturale). Il monopolista prima di fissare il prezzo di vendita del bene prodotto deve individuarne il livello ottimale di produzione ossia la quantità che intende offrire al mercato. Essa corrisponde alla equivalenza tra ricavo marginale (l’incremento del ricavo totale all’aumentare di una unità del prodotto) e costo marginale (l’incremento del costo totale al variare di una unità della quantità di prodotto) individuata dal punto di incontro tra le due rispettive curve. Individuato il livello ottimale di produzione, risulterà definito anche il prezzo ottimale di vendita. Rispetto alla concorrenza perfetta, il monopolio comporta dei “costi sociali” elevati per la comunità: il prezzo, ottimo per il monopolista, non può dirsi altrettanto per la collettività. Infatti il monopolista, non trovando concorrenza da parte di altri produttori, offre una quantità di beni inferiore alla domanda e lo fa anche ad un prezzo superiore (a tutto vantaggio dell’imprenditore titolare dell’azienda che ai comuni profitti vede sommarsi gli extraprofitti o rendita del monopolista dati dalla differenza tra prezzo e costo medio).L’oligopolio è un forma di mercato in cui l’offerta è concentrata nelle mani di un numero limitato di grandi imprese. È una struttura industriale assai frequente nei paesi occidentali dato che molti settori richiedono significative economie di scala e ingenti investimenti tecnologici.

Anteprima della Tesi di Mauro Bacca

Anteprima della tesi: La tutela della concorrenza negli Stati Uniti: il caso Microsoft, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Mauro Bacca Contatta »

Composta da 190 pagine.

 

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