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La minoranza tedesca in Cecoslovacchia e i suoi rapporti con la Germania nazista (1933-1939)

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16 Una voce che si levò a favore degli interessi dei tedesco-boemi fu quella di Archibald Coolidge, incaricato di Wilson per i problemi sul nuovo assetto dei territori dell’ex impero asburgico. Coolidge, che era stato testimone degli scontri di piazza del 4 marzo 1919 fra la polizia e i tedeschi in Boemia, temeva una nuova Austria irredenta. Proponeva quindi una divisione più favorevole per i tedeschi, che vedeva l’unificazione del distretto di Eger alla Baviera, il distacco della cosiddetta Sudetenland dalla futura Cecoslovacchia e il suo inserimento nella Germania come piccolo stato oppure come parte della Slesia prussiana e infine la possibilità di un plebiscito per decidere le sorti della Boemia settentrionale 19 . I consigli di Coolidge non furono molto ascoltati, nemmeno dalla delegazione americana. Alla conferenza di pace prevalsero gli interessi cechi; costoro si trovavano in una posizione favorevole, principalmente grazie al sostegno del Presidente Wilson, il quale era dalla loro parte e non si pronunciò mai a favore dell’autodeterminazione dei tedeschi-boemi. La Francia per ragioni di sicurezza era largamente contraria a ogni soluzione che potesse accrescere la potenza tedesca. La Gran Bretagna, in accordo con il suo tradizionale principio del balance of power, ventilò i rischi creati dalla creazione di una serie di piccoli stati con forti minoranze tedesche attorno alla Germania. Tuttavia fra un’Austria irredenta e la possibilità di avere ‘une Confédération de l’Europe orientale et centrale sous la direction de 19 Vedi K. Rabl, op.cit. pp.77-79

Anteprima della Tesi di Federica Donnini

Anteprima della tesi: La minoranza tedesca in Cecoslovacchia e i suoi rapporti con la Germania nazista (1933-1939), Pagina 12

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Federica Donnini Contatta »

Composta da 241 pagine.

 

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