Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

La determinazione del valore delle imprese: dai metodi tradizionali a quelli più innovativi

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

8 1 I metodi patrimoniali 1.1 Introduzione E’ ampiamente riconosciuto da quanti si occupano delle problematiche relative alla valutazione delle aziende che i cosiddetti “metodi patrimoniali” non possano mai considerarsi una soluzione razionale per la determinazione del valore del capitale economico delle imprese. Tale convinzione è ormai radicata da decine di anni: se si esaminano, per quanto riguarda la scuola italiana, le opere di Gino Zappa, si può constatare che già attorno agli anni ’20 si afferma chiaramente che il valore economico del capitale d’impresa (questa espressione è poi diventata più ellittica: “il valore di capitale economico”) è qualcosa che non ha niente a che vedere con la consistenza patrimoniale di un’impresa, né con il valore degli asset che essa possiede, ma dipende esclusivamente dalle prospettive di reddito 1 . Nonostante si continui a sostenere la supremazia dei metodi reddituali, questo principio nel nostro Paese è stato contraddetto per decine di anni sul piano pratico. Una possibile spiegazione risiede nel fatto che la stragrande maggioranza delle perizie di stima effettuate in Italia fino agli anni ’80 era motivata da esigenze fiscali o legali: per esse si richiedeva quella “dimostrabilità” che solo l’approccio patrimoniale può assicurare. Un’altra spiegazione fa riferimento all’ambiente economico. In Italia, in particolare fino ad una ventina di anni fa, il grado di concentrazione industriale era molto basso e quindi anche la redditività era inferiore a quella delle imprese dei Paesi anglosassoni, con la conseguenza che i valori patrimoniali, tutto sommato, si avvicinavano in Italia a quella che era la sensazione del “vero” valore delle imprese. Nel momento in cui tali valori ritenuti realistici non hanno più niente a che vedere con la consistenza degli asset, l’approccio patrimoniale non funziona più. Da quanto affermato non consegue, però, che l’informazione patrimoniale perda ogni significato: non sembra possibile, infatti, presentare una relazione di stima, adeguata allo scopo, prescindendo dall’indicazione del capitale netto e del capitale netto rettificato, con eventuale indicazione dello stock di beni immateriali. In talune situazioni l’informazione 1 Cfr. Zappa G., Il reddito d’ impresa,opera apparsa in due parti negli anni 1921 e 1929, Giuffrè, Milano, p. 76 e ss.

Anteprima della Tesi di Alessia Adducchio

Anteprima della tesi: La determinazione del valore delle imprese: dai metodi tradizionali a quelli più innovativi, Pagina 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Alessia Adducchio Contatta »

Composta da 175 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 7490 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 34 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.