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Valutazione di segnali posturografici: analisi nei domini del tempo e delle frequenze

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Capitolo 1 I segnali biomedicali Non è difficile comprendere come il primo di questi passi rappresenti un aspetto del problema di una importanza fondamentale sia per la necessità di ottenere una attendibilità statistica dei dati rilevati, sia nell’ottica di una elaborazione e studio da compiere a posteriori. Per quanto riguarda il primo di questi due metodi di analisi dei risultati è indispensabile che la fase diagnostica sia caratterizzata da criteri di oggettività e ripetibilità. I test devono essere diretta espressione della qualità fisiologica sulla quale interessa indagare e facilmente comprensibili dal paziente preposto all’esecuzione della prova. Solo in tal caso, infatti, è possibile classificare una serie di dati come oggettivamente attendibile. In realtà tale caratteristica è legata in modo considerevole anche alla riproducibilità della misura, condizione peraltro indispensabile in ogni misurazione che voglia definirsi affidabile. In sintesi, vi deve essere la possibilità di ottenere per lo stesso soggetto e in uguali condizioni la medesima misurazione a prescindere dall’operatore. Un esempio di prova può essere quella atta a valutare le prestazioni di atti motori semplici, che possono riguardare gli arti superiori e quelli inferiori. Questa distinzione apparentemente elementare è, in realtà, di fondamentale importanza in quanto l’incrocio dei risultati, ottenuti sulle due categorie indicate, consente una più accurata interpretazione degli stessi. Una caratteristica importante che deve possedere un test che possa definirsi attendibile e ripetibile è definita dalla peculiarità che i gesti che il paziente è portato a realizzare rientrino, per quanto possibile, nella ampia gamma dei movimenti compiuti nella quotidianità. Ciò consente, infatti, di poter eseguire una prima classificazione dei pazienti in base alla capacità, o meno, che questi posseggono di effettuare determinati movimenti. A tale proposito è stato definito un “protocollo di valutazione funzionale” che definisce minuziosamente le modalità di svolgimento delle prove. Questo consente di confrontare anche risultati ottenuti in strutture differenti. Le problematiche legate alla successiva fase di elaborazione e analisi matematica dei risultati sono, in realtà, strettamente correlate a quanto detto sino ad ora. Appare evidente, peraltro, come possa essere di fondamentale importanza una coerenza degli esiti delle prove effettuate.

Anteprima della Tesi di Luciano Serafino

Anteprima della tesi: Valutazione di segnali posturografici: analisi nei domini del tempo e delle frequenze, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Ingegneria

Autore: Luciano Serafino Contatta »

Composta da 122 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.