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Il crack Rizzoli nelle cronache e nei commenti del Corriere della Sera

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10 continuare a produrre e a realizzare profitti, molto spesso diede vita ad un giro di tangenti che finanziavano deputati e funzionari governativi per convincerli della necessità di un’industria protetta per lo sviluppo e la grandezza dell’Italia 3 . Tutto ciò può spiegarsi meglio tenendo presente che, in effetti, le industrie avevano difficoltà nel trovare finanziamenti. Fra il 1889 e il 1893 si ebbero numerosi fallimenti di banche che si erano buttate a finanziare l’industria edilizia concedendo crediti fuori misura. Tutti questi capitali avrebbero potuto essere investiti nell’industria siderurgica, meccanica, ecc., e nell’agricoltura, ma furono, invece, concentrati sull’edilizia 4 . Le prime industrie italiane a nascere erano state quelle tessili. Tali industrie e soprattutto quella della seta possedevano la tecnica e i macchinari necessari per poter reggere alla concorrenza. Le nuove industrie, invece, come quella siderurgica, erano state create in un modo che potrebbe essere definito artificiale. Tali industrie non possedevano le tecniche di produzione necessarie e neanche i macchinari adeguati, fu per questo che sempre più spesso cercarono la protezione dello Stato. Sotto queste condizioni nacquero le acciaierie Terni, specializzate nella produzione di armi, una produzione così esagerata per il periodo che si spiega soltanto ricordando che la Terni era 3 Mack Smith Denis, Storia d’Italia dal 1861 al 1997, Roma-Bari, Laterza, 1998, p. 188. Cfr. anche Castronovo Valerio, L’industria italiana dall’Ottocento ad oggi, Mondadori, Milano 1980. 4 Mack Smith Denis, op.cit., p. 197

Anteprima della Tesi di Fabio Barraco

Anteprima della tesi: Il crack Rizzoli nelle cronache e nei commenti del Corriere della Sera, Pagina 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Fabio Barraco Contatta »

Composta da 170 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.