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Realismo nel modello della concorrenza, un’esplorazione con Swarm e JAS

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Capitolo 1. Introduzione 8 città antica di Matera 1 . Durante l’età del bronzo, circa 7000 anni a.c., in un luogo privo di una risorsa naturale come l’acqua, gli uomini del tempo hanno sfruttato le loro conoscenze per sopravvivere, costruendo un sistema di canali e cisterne per raccogliere l’acqua piovana, utilizzabile a tutt’oggi. Inoltre, le caverne scavate nel tufo, sono realizzate in modo che i raggi solari filtrino all’interno nella stagione invernale, quando il tragitto del sole nel cielo disegna un orizzonte più basso, ma che rimangano a picco sull’uscio nel periodo estivo, per ottimizzare l’esposizione al sole. Da un periodo così lontano dal nostro mondo da definirlo “pre-istoria”, riceviamo un inconsueto esempio di applicazioni paleo-tecnologiche. La storia non potrà che essere generica su quale popolazione fu a concepire a quel modo un insediamento umano. Anche se la loro tecnica era pregevole, non li si può chiamare ingegneri, architetti, scienziati o economisti, ma artisti, poiché, in un epoca in cui la soddisfazione dei bisogni primari non era garantita, ogni individuo doveva saper fare di tutto per sopravvivere, individui che osservando la natura concepivano simili meccanismi non potevano che possedere una sensibilità da artista. Oggi, nel nostro periodo moderno, in cui il soddisfacimento dei bisogni primari è garantito, anche se solo per il 20% della popolazione mondiale, la suddivisione del lavoro ha portato anche alla suddivisione della conoscenza. La specializzazione delle carriere, che ne è il corollario, ha reso necessario coniare nuove definizioni, per le nuove categorie di studiosi, che impegnano i loro sforzi nei campi più diversi, guidati dalla medesima curiosità e creatività. Prerogative queste che trasformano gli scienziati in investigatori del sapere, i quali osservano in modo diretto la realtà nelle sue evidenze empiriche, cercando di comprenderne le cause per ricrearle in ambienti controllati, così da poter disporre del fenomeno a piacimento. Ed è proprio per questo che una considerevole parte del tempo che lo scienziato impiega nei suoi studi è rivolta alla descrizione, alla misurazione, all’osservazione della realtà. L’analisi che lo studioso esegue, deve essere diretta, cioè percepita con i propri sensi, cercando di evitare che interpretazioni o racconti mal riportati, distorcano la raccolta dei dati sul fenomeno. Spesso gli occhi non bastano all’uomo per indagare la natura delle cose, così la scienza si autoalimenta creando protesi che rivelano cose che ad occhio nudo potremmo solo immaginare, basti pensare all’altro infinito della materia che ci fanno vedere i microscopi, o, all’opposto, ai telescopi, utilizzati per le scienze spaziali, e molti altri ancora. Altre volte lo studio si concentra non direttamente sui fenomeni che si vuole analizzare, ma sulle conseguenze, sui resti di questi, come accade in paleontologia, in archeologia ed in generale in tutte le scienze storiche. 1 Questo l’esempio italiano, Matera dall’ebraico ma-tara, il luogo delle acque. Datati e da ricondurre allo stesso periodo anche Petra in Giordania, e le canalizzazioni delle piene del Nilo nei regni dell’Alto e Basso Egitto.

Anteprima della Tesi di Alessandro Bena

Anteprima della tesi: Realismo nel modello della concorrenza, un’esplorazione con Swarm e JAS, Pagina 2

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Alessandro Bena Contatta »

Composta da 146 pagine.

 

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