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Milano conserva il patrimonio artistico contemporaneo? Un orientamento al panorama italiano ed estero

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15 2- che i compiti del Ministero per i Beni Culturali debbono, ad evidenza, andare al di là dell’applicazione di una o più leggi, per assumere compiti di documentazione, valorizzazione e promozione nei confronti di ogni espressione d’arte, ivi compresa quella prodotta ai nostri tempi, che è anzi il termometro dell’effettiva vitalità culturale di un paese. Non sono solo le glorie del passato a testimoniare un simile tasso di fervore culturale, ma è senza dubbio, se valida, la produzione del presente. Paesi come gli Stati Uniti, la Francia, la Germania, la Gran Bretagna, il Giappone, per citare solo i principali, puntano a giusto titolo e con forza, sulla valorizzazione della loro arte contemporanea documentandola in appositi musei che aggiornano con oculati acquisti. I.1. VERSO UNA DEBUROCRATIZZAZIONE DEL MUSEO Il trasferimento dei poteri alle regioni Con l’avvento delle regioni e delle leggi regionali appare evidente la tendenza evolutiva verso una forma-museo, dominata da criteri di dinamicità e considerata soprattutto sotto l’aspetto della promozione, produzione e diffusione culturale. Purtroppo all’apertura mentale, sul piano teorico non fa riscontro un’equivalente innovazione sul piano di esecuzione pratica delle intenzioni di museologi e legislatori. Alle capacità teoriche si affiancano infatti difficoltà economiche e di spazio, mancanza di personale specializzato, lungaggini burocratiche dei meccanismi di spesa che ostacolano e rallentano l’avvio della “macchina museale”. Per quanto il museo dipenda, dagli anni settanta, in prevalenza dagli organi regionali e comunali, i finanziamenti sono pur sempre dipendenti dal Ministero dei Beni Culturali, cioè, da un organismo centrale che crea lentezze burocratiche tali da bloccare la regolarità delle varie attività. Provvedimenti legislativi particolarmente importanti sono quindi quelli con cui viene attuato il trasferimento dello Stato alle Regioni in materia di beni culturali e ambientali. Disposizioni in tal senso si possono far risalire al 1977, ed in particolare al DPR 24 luglio 1977 n° 616, noto come “legge del decentramento” che ha devoluto alle regioni la regolamentazione della materia dei beni culturali.

Anteprima della Tesi di Raffaella Gagni

Anteprima della tesi: Milano conserva il patrimonio artistico contemporaneo? Un orientamento al panorama italiano ed estero, Pagina 12

Tesi di Laurea

Facoltà: Pittura e Restauro pittorico

Autore: Raffaella Gagni Contatta »

Composta da 234 pagine.

 

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