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Milano conserva il patrimonio artistico contemporaneo? Un orientamento al panorama italiano ed estero

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18 competenza per quanto riguarda la famigerata “tutela”? […] e quali manutenzioni e restauri delle opere potrà compiere se i laboratori sono solo presso le Soprintendenze che sono anche le uniche fucine di professionalità specifiche per lo scavo, la rilevazione, il restauro? Che vale ripetere che non si può staccare la gestione dalla tutela? E qui si stacca addirittura il restauro dalla tutela! […] In questo decreto è chiara la volontà di contentare tutti e nessuno […] Ma gli amministratori di Regioni e comuni italiani che sembrano accontentarsi di avere attribuite valorizzazione e gestione non hanno capito che se le cose andranno come previsto in questo decreto resteranno in pratica come prima: lasciare allo Stato la tutela significa lasciargli anche tutto il resto. Tutto come prima, anzi peggio di prima”. ( 3 Da “Il Giornale dell’Arte”, mensile di informazione, cultura, economia, Umberto Allemandi & C., n° 165 aprile 1998) I.2. COME DESTATALIZZANO GLI ALTRI PAESI EUROPEI La privatizzazione degli olandesi Se si guardano gli esempi stranieri su questo argomento si vedrà che ad esempio l’Olanda ha compiuto questo cambiamento in tre anni con continue consultazioni dei tecnici e dei lavoratori delle strutture museali a tutti i livelli (mentre nella “Consulta” art. 149 Comma 1 -che si occuperà dei beni e attività culturali- i “tecnici”, cioè quelli che davvero sanno come funziona un museo non sono previsti!). Sul tema del decentramento negli altri paesi europei sono stati fatti grandi passi per liberare le istituzioni museali dal soffocante abbraccio della pubblica amministrazione e dare loro larghe autonomie già da diversi anni. Si è difatti provveduto a fondare Trust (amministratori fiduciari) in Gran Bretagna, Etablissement Publique in Francia (paese nel quale agli inizi degli anni ottanta vennero promulgate le “leggi di decentramento”), fondazioni in Olanda, e in Germania i maggiori musei si sono di fatto staccati dai Ministeri delle Finanze dei Länder (regioni), da cui dipendevano strettamente 4 . ( 4 A differenza degli altri paesi europei, la giurisdizione culturale tedesca non è di competenza di un ministero centrale, bensì dei diversi Länder; i 16 Länder, insieme a sponsor privati, come la Daimler Benz e la Siemens, ogni anno mettono a disposizione ben 15 miliardi di lire circa, allo scopo di acquistare beni culturali di interesse per la nazione)

Anteprima della Tesi di Raffaella Gagni

Anteprima della tesi: Milano conserva il patrimonio artistico contemporaneo? Un orientamento al panorama italiano ed estero, Pagina 15

Tesi di Laurea

Facoltà: Pittura e Restauro pittorico

Autore: Raffaella Gagni Contatta »

Composta da 234 pagine.

 

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