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Milano conserva il patrimonio artistico contemporaneo? Un orientamento al panorama italiano ed estero

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11 “articolato”) della legislazione dei beni culturali, sulla situazione italiana nel campo dell’arte. A tal riguardo, penso che al di là delle polemiche che si sono mosse contro alcuni punti della legge del Ministro Ronchey (legge n.4/1993), o delle varie “astuzie” escogitate dal Ministro Veltroni per poter incentivare la cultura e l’arte in Italia, penso che, comunque, grazie a questi ministri, qualche passo sia stato compiuto, in un modo o nell’altro in questo settore, famoso per la “legnosità”, la poca chiarezza e la lentezza burocratica con cui ogni giorno i direttori dei musei si trovano costretti a lottare. Fornirò quindi un’analisi dettagliata dei provvedimenti presi in Italia negli ultimi anni, con particolare attenzione alle leggi Bassanini sul decentramento dei poteri amministrativi dello Stato alle Regioni (legge 59/1997 e legge 127/1997), poiché sono alla base di cambiamenti di grosso spessore nella statica realtà italiana. Tra gli slogan più diffusi dalla nuova normativa nel mondo della pubblica amministrazione, c’è sicuramente quello della semplificazione delle procedure e dell’avvicinamento tra il settore amministrativo e i cittadini. Alcuni vedono il decentramento come un insieme di rivoluzioni economico-finanziarie e di più ampio raggio culturale, che si riveleranno basilari per un funzionale e positivo risollevamento delle sorti italiane al livello del già avanzato stato di quelle europee; altri, al contrario ne avvertono il rischio che vede la realtà specifica dei musei travolta perché ritenuta sorpassata. Dall’unità del nostro paese in poi, si è assistito ad un progressivo processo di centralizzazione dei poteri decisionali ed in ciò consisteva la modernità rispetto alla frammentazione degli Stati preunitari; oggi, al contrario, sembrerebbe che la modernità sia caratterizzata da una direzione opposta di decentramento. I criteri di giudizio in un simile argomento possono essere molteplici ed includere motivazioni ideologiche, pragmatiche e anche di convenienza. Penso che i musei italiani, all’interno di questo sistema a pendolo tra la centralizzazione e la decentralizzazione, debbano necessariamente studiare le soluzioni prese negli altri paesi per valutare la fattibilità di una loro applicazione alle nostre realtà museali, tenendo conto delle diversità socio-culturali.

Anteprima della Tesi di Raffaella Gagni

Anteprima della tesi: Milano conserva il patrimonio artistico contemporaneo? Un orientamento al panorama italiano ed estero, Pagina 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Pittura e Restauro pittorico

Autore: Raffaella Gagni Contatta »

Composta da 234 pagine.

 

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