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Dogma 95

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8 soprattutto in un festival [di Cannes] dove abbiamo visto una minorata mettere in scena se stessa, la finta idiozia usata come un gioco intellettuale suoni particolarmente offensiva 5 . [Grazie a Festen] Insomma il Dogma ha preso vita e le sue contraddizioni, dispiegate davanti a noi, ci appaiono brechtianamente come speranze 6 . Pareri discordanti, a volte condanne un po’ “moraliste”, che ci invitano subito a una prima sommaria analisi del manifesto. Nell’incipit il collettivo di registi danesi sembra ispirarsi alle new wave degli anni ’60 e soprattutto alla Nouvelle Vague, come fa intendere la frase «certe tendenze del cinema contemporaneo», evidente rimando all’articolo Un certaine tendance du cinéma français, scritto da F.Truffaut nel 1954 sui «Cahiers du cinéma». L’esperienza di quell’epoca viene immediatamente liquidata come «lieve increspatura dell’acqua» piuttosto che come una vera e propria ondata rivoluzionaria. La motivazione è sbrigativa: il cinema anti-borghese si è basato su un concetto borghese, il concetto d’Autore e quindi ha tradito i suoi obiettivi. Il Dogma 95 proclama quindi che «il cinema non è arte individuale». I fratelli del Dogma (così si sono definiti i quattro registi danesi) non danno particolare “spessore” alle loro accuse, probabilmente ciò non è nei loro interessi, ma nel Voto di Castità ribadiranno il concetto vietando al regista di apparire nei titoli di testa e di utilizzare il proprio «gusto» personale nel creare quella che non si dovrebbe neanche più chiamare «opera». Torneremo sull’argomento successivamente in quanto si propongono alcuni interessanti interrogativi: una personalità “forte” come quella di Lars Von Trier può sottostare a queste regole, annullandosi in esse? Le stesse regole del “Voto di Castità” non rischiano di diventare “marca autoriale”? L’Autore a cui si oppongono i registi danesi è lo stesso che è stato “promosso” della Nouvelle Vague oppure è quello che Godard stesso critica: «Quando iniziammo in 5 IRENE BIGNARDI, recensione, in «La repubblica», 21 maggio 1998. 6 BRUNO FORNARA, SANDRO ZAMBETTI, recensione, in «Cineforum», 1998, n. 375, p. 53.

Anteprima della Tesi di Gianmaria Colombo

Anteprima della tesi: Dogma 95, Pagina 6

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Gianmaria Colombo Contatta »

Composta da 69 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.