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Le politiche di prevenzione, controllo e contrasto dell'immigrazione clandestina

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3 1.3 LE PRINCIPALI DETERMINANTI DELL’IMMIGRAZIONE Secondo l’Organizzazione Internazionale per il Lavoro (OIL), tra il 1970 e il 1990, gli Stati che si possono qualificare come “importanti paesi di immigrazione” (major receivers) sono passati da 39 a 67, mentre quelli qualificabili come “importanti paesi di emigrazione” (major senders) sono aumentati da 29 a 55. E’ poi particolarmente interessante sottolineare, la forte crescita del peso relativo di una terza categoria di paesi: quelli che sono nel contempo importanti paesi di emigrazione e di immigrazione; questi nel corso degli ultimi venti anni sono aumentati da 4 a 15 1 . Questi mutamenti hanno causato e tutt’ora causano sul piano strutturale, una crescente complessità della geografia globale delle migrazioni. In letteratura vengono considerati diversi fattori che influenzano l’immigrazione; tra i più rilevanti vi è la dinamica dei saldi demografici: declino demografico nel paese ospitante e/o crescita insostenibile della popolazione nel paese di partenza. Spesso vengono distinti i fattori di “spinta” dai paesi di origine da quelli di “attrazione” dei paesi riceventi l’immigrazione. Fra i primi vi sono sia fattori economici, quali i redditi relativi attesi, sia politico sociali. Tra i fattori non economici va menzionata, per il peso che ha avuto in quest’ultimo decennio, la ricerca di asilo politico dalle persecuzioni e dalle catastrofi umanitarie. Nel considerare i fattori di spinta occorre però anche valutare i costi psicologici di spostarsi in un altro Stato, solo in parte attenuati dalla presenza di una rete di immigrati provenienti dallo stesso paese di origine. Sul fronte dei fattori d’attrazione, usualmente viene sottolineato il ruolo della domanda di lavoro insoddisfatta nei paesi di accoglienza. In particolare, a proposito degli immigrati clandestini va precisato che essi lavorando nell’economia sommersa, contribuiscono alla sua espansione aggravando i problemi connessi alla loro stessa esistenza. 1.4 NASCITA E SVILUPPO DELL’ IMMIGRAZIONE CLANDESTINA Il differenziale di sviluppo tra i paesi sviluppati e quelli esterni al centro del sistema- mondo contemporaneo, perdura e si accresce. La distribuzione delle chances di vita (in termini di accesso alle risorse economiche, sicurezza personale, qualità della vita), continua a privilegiare sistematicamente i residenti nel ristretto gruppo dei paesi sviluppati. I processi di trasformazione delle società in via di sviluppo (crescita della scolarità, diffusione dei mezzi di comunicazione, migrazioni interne dalla campagna alla città), producono una crescita delle aspettative di vita e di consumo che si accompagna, per una parte minoritaria ma non esigua della popolazione, alla profonda consapevolezza che queste non potranno mai essere soddisfatte in loco. Le barriere fisiche alla mobilità divengono sempre meno vincolanti. Un certo numero di persone provenienti dagli stessi paesi risulta già insediato nel territorio dei paesi sviluppati, e la possibilità di un loro aiuto riduce fortemente le incertezze e i rischi associati ad un eventuale processo migratorio. 1 G.Tapinos - D. Delaunay, Can one really talk of the globalization of migration flows?, in Organization for Economic Cooperation and Development (OECD), “Globalization, migration and development”, Parigi, 2000, p. 7.

Anteprima della Tesi di Maurizio Vitale

Anteprima della tesi: Le politiche di prevenzione, controllo e contrasto dell'immigrazione clandestina, Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Maurizio Vitale Contatta »

Composta da 91 pagine.

 

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