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Metodi di compressione Jpeg e Jpeg2000 per immagini fisse

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13 delle immagini, non ne influenza in modo significativo la qualità percettiva, questo in quanto l’occhio umano non è sensibile a piccole variazioni cromatiche. Il fatto che questa operazione non si applica alle immagini a toni di grigio ci spiega perché queste siano , in generale, meno comprimibili di quelle a colori. 2.2.4 Shift dell’immagine. Codifica con DCT diretta e decodifica con DCT inversa I procedimenti di codifica e decodifica basati sullo uso della DCT possono essere rappresentati sinteticamente dagli schemi a blocchi rappresentati nelle fig.2.3 e 2.4 rispettivamente. Fig.2.3: schema a blocchi del codificatore basato sulla DCT Fig. 2.4: schema a blocchi del decodificatore basato sulla DCT Su tutte le matrici delle immagine sorgente, siano esse RGB oppure YCbCr, si applica uno shift: i campioni della immagine in ingresso, che presentano valori nell’intervallo [0,2 1] p − con p numero di bit, vengono in pratica traslati della quantità 1 2 p− − . Il range di valori possibili per i suddetti campioni diventa 11 [2 ,2 1] pp−− − − , nel caso particolare del sistema baseline si ha quindi un range 77 [2,2 1]− − cioè [ 128,127]− . Si dividono dunque le matrici in blocchi 8x8 a cui si applica la trasformata coseno diretta

Anteprima della Tesi di Paolo Renzi

Anteprima della tesi: Metodi di compressione Jpeg e Jpeg2000 per immagini fisse, Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Ingegneria

Autore: Paolo Renzi Contatta »

Composta da 101 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.