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L'interazione quotidiana con l'altro. Le donne migranti e il lavoro di cura

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In questi versi vengono utilizzate varie modalità di descrizione del Diverso che permettono di evidenziare la distanza tra il Noi e l’Altro. Viene utilizzata in primo luogo una logica dell’inversione: lo Straniero è completamente opposto all’uomo greco-romano da un punto di vista fisico, sociale e culturale; il Noi diventa il metro di misura del genere umano ed è considerato la “normalità”. Tutto ciò che è diverso quindi è anormale e inumano. La seconda logica è quella della mancanza: l’Altro è incompleto e non finito da un punto di vista prevalentemente fisico, ma spesso anche sociale. I Ciclopi, per esempio, nelle descrizioni di Omero hanno un solo occhio e non possiedono alcuna organizzazione sociale e politica, ma vivono isolati e appartati. La terza logica è quella dell’eccesso, attraverso cui lo Straniero viene descritto come un essere caratterizzato dall’esagerazione e dalla smoderatezza. Plinio per esempio racconta nella Storia Naturale di uomini cannibali, con un solo occhio, con le piante dei piedi rivolte all’indietro o con le pupille di colore glauco: Presso quegli Sciti che abitano a nord, non lungi dal punto in cui sorge l’aquilone, luogo chiamato catenaccio della terra, si dice che abitino gli Arimaspi, di cui ho già parlato, notevoli per avere un occhio unico in mezzo alla fronte. Molti autori, di cui i più illustri sono Erodoto e Aristea di Proconneso, scrivono che questo popolo è in continua guerra, nei pressi delle miniere, coi grifi, specie di animali volanti (così li descrive la tradizione) che estraggono l’oro dai cunicoli. Con grande ardore si lotta da entrambe le parti: le belve cercano di difendere l’oro, gli Arimaspi di impossessarsene. Al di là di altri Sciti Antropofagi, in una grande vallata del monte Imavo, è la regione chiamata Abarimo, in cui vivono uomini selvatici con le piante dei piedi rivolte all’indietro; essi sono di eccezionale velocità e vagano nomadi insieme alle belve (Plinio, VII, 10-11).

Anteprima della Tesi di Elena Caneva

Anteprima della tesi: L'interazione quotidiana con l'altro. Le donne migranti e il lavoro di cura, Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Elena Caneva Contatta »

Composta da 174 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.