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L'interazione quotidiana con l'altro. Le donne migranti e il lavoro di cura

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CAPITOLO PRIMO LO STRANIERO NELLA STORIA DELL’OCCIDENTE 1.Il confine come limite Creare un confine significa limitare uno spazio, introdurre discontinuità, separare ciò che prima era unito. La frattura divide un universo omogeneo in spazi distinti, permette di generare differenza e separazione, di produrre identità, di definire il Noi e l’Altro. Per questo motivo il discorso sullo Straniero è strettamente legato al concetto di confine: la frattura, il taglio è essenziale affinché l’individuo (il gruppo, la società) possa affermare la propria identità. Porre una barriera è un atto creativo irrinunciabile perché l’uomo possa definire il sé, innescare un processo di individualizzazione e delimitare uno spazio proprio: Disegnare un confine diventa allora il modo per ottenere qualcosa dagli altri: uno spazio proprio dove stabilire le proprie regole, un’autonomia visibile anche dall’esterno, il riconoscimento di una diversità. Fin dalla sua prima apparizione il confine mostra quello che sembra essere il suo carattere fondamentale: segnalare il luogo di una differenza, reale o presunta che sia (Zanini, 2000, p.5).

Anteprima della Tesi di Elena Caneva

Anteprima della tesi: L'interazione quotidiana con l'altro. Le donne migranti e il lavoro di cura, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Elena Caneva Contatta »

Composta da 174 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.