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La curva di Phillips: teorie e verifiche empiriche

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La sintesi neoclassica del pensiero keynesiano era un modello ove l’idea dei prezzi e salari rigidi veniva giustificata con un ipotesi implicita che considerava il mercato dei beni di tipo oligopolistico. In pratica, si supponeva che le imperfezioni nel mercato dei beni comportavano che un cambiamento del livello della domanda aggregata avrebbe causato una variazione della quantità dalle imprese, piuttosto che una variazione dei prezzi (come si sarebbe verificato in una situazione di concorrenza perfetta). Il modello della sintesi può essere riassunto come segue: ),,( P M tgyy S y D = [equilibrio IS-LM] )( UU −=α & W [curva di Phillips] [prezzi in base al mark-up] WP && = Il modello è completato definendo U come il tasso di disoccupazione associato alla situazione di equilibrio nel mercato del lavoro. In questo modello il mercato del lavoro non determina il livello della produzione e dell’occupazione (quest’ultima è determinata dalla domanda aggregata); il suo ruolo è quello di determinare il tasso dell’inflazione dei salari. L’inflazione risulterà nulla solo in corrispondenza del livello di produzione che consente di mantenere l’equilibrio nel mercato del lavoro. Ad ogni modo è possibile che il sistema economico mantenga un livello di produzione maggiore a costo, però, di una più elevata inflazione. Il funzionamento del modello della sintesi è rappresentato nella figura 1.4. Supponiamo che il sistema economico parta da una situazione di equilibrio sul mercato del lavoro con una inflazione pari a zero, che corrisponde al punto A del grafico. Le autorità centrali decidono, allora, di sostenere un’espansione della domanda aggregata aumentando l’offerta di moneta secondo un tasso prefissato in ciascun periodo. La curva della domanda aggregata si sposta verso l’esterno in ciascuno dei periodi, da AD 0 a AD 1 a AD 2 ecc. Nel breve periodo, quando i prezzi ed i salari sono fissi, la produzione aumenta oltre il livello di piena occupazione e l’economia nel suo complesso si muove dal punto A al punto B, associato ad una disoccupazione inferiore ad U , produrrà un aumento dei salari e, attraverso il meccanismo del mark-up, un aumento dei prezzi. L’aumento dei prezzi, con una curva di domanda aggregata data, provocherà una diminuzione della quantità prodotta. L’economia si sposta da B a C, fino al punto D, nel quadrante della domanda aggregata, con un livello di produzione superiore a quello cui corrisponde l’equilibrio nel mercato del lavoro e con un livello di disoccupazione inferiore ad U . Nei periodi successivi, l’economia si sposta verticalmente verso l’alto rispetto al punto D, mentre i prezzi ed i salari monetari crescono ad un tasso costante e pari a quello della crescita dell’offerta di moneta. Nel grafico della curva di Phillips, il sistema economico si sposta in corrispondenza del punto Z. Nel nuovo equilibrio, il governo ha conseguito una riduzione della disoccupazione, al costo di un tasso d’inflazione costante ma più elevato. 15

Anteprima della Tesi di Vittorio Santangelo

Anteprima della tesi: La curva di Phillips: teorie e verifiche empiriche, Pagina 14

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Vittorio Santangelo Contatta »

Composta da 222 pagine.

 

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