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Il potere strutturale nell'ambito finanziario internazionale: gli Stati Uniti, il Fondo Monetario Internazionale ed i programmi di sostegno alla Russia, 1992-1999

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Il solo tipo di comportamento conveniente e possibile è l’azione indipendente, unitaria e razionale, improntata al calcolo di costi e benefici e all’adattamento delle risorse disponibili agli scopi, di cui è sempre possibile stabilire una gerarchia. Il tal senso, la prima preoccupazione degli stati si rivolge alla necessità di assicurarsi la propria sopravvivenza. Le interazioni tra gli stati ed i risultati che si producono in definitiva sono determinati, secondo il Realismo, solo dai rapporti di forza: le iniziative statali saranno dunque rivolte ad accrescere il rispettivo potenziale militare, nella convinzione del ruolo decisivo giocato da questo elemento nella lotta per l’esistenza. 15 Muovendo da questa serie di proposizioni condivise, ogni autore elabora la propria particolare visione del conflitto e della cooperazione all’interno del sistema internazionale, definendo nello specifico il ruolo che le istituzioni internazionali possono arrivare a ricoprire. Dati i presupposti di partenza, non stupisce vedere il filone realista piuttosto disinteressato al ruolo ed all’azione delle OI, dal momento che la loro funzione è considerata pressoché nulla. Si riconosce, e sarebbe difficile non farlo, l’esistenza delle stesse nel panorama delle relazioni internazionali, ma le si giudica come meri epifenomeni, semplici maschere che riflettono, dietro la facciata del multilateralismo, gli interessi nazionali ed il potere degli stati più forti. Le istituzioni internazionali, insomma, non sono attori significativi entro la politica internazionale: create dagli stati, rifletteranno la gerarchia di potere presente nel sistema internazionale, non riuscendo così a modificare le normali caratteristiche delle interazioni tra le singole unità. Tra i rappresentanti del primo realismo, Carr (1939) scrive e riflette sul ruolo delle organizzazioni internazionali dopo aver visto da vicino il fallimento della Società delle Nazioni. Più in particolare, Carr nota come, di fronte alle azioni aggressive di Italia e Giappone, questa istituzione internazionale sia incapace di agire e riportare la situazione all’interno della legalità stabilita collettivamente. Secondo l’autore, ciò è dovuto alla mancanza di autonomia 15 Già Tucidide ci offre una chiara rappresentazione di questo quando, nel libro V, gli ambasciatori Ateniesi affermano che “[…] la valutazione fondata sul diritto si pratica, nel ragionare umano, solo quando si è su di una base di parità, mentre, se vi è disparità di forze, i più forti esigono quanto è possibile ed i più deboli approvano”.
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Il potere strutturale nell'ambito finanziario internazionale: gli Stati Uniti, il Fondo Monetario Internazionale ed i programmi di sostegno alla Russia, 1992-1999

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Informazioni tesi

  Autore: Pier Andrea Pirani
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Internazionali e Diplomatiche
  Relatore: Eugenia Baroncelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 151

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Parole chiave

fondo monetario internazionale
istituzioni internazionali
potere strutturale
teoria dell'egemonia
relazioni internazionali
politica estera degli stati uniti
fmi
prestiti internazionali
crisi finanziaria russa
finanza internazionale

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