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Il potere strutturale nell'ambito finanziario internazionale: gli Stati Uniti, il Fondo Monetario Internazionale ed i programmi di sostegno alla Russia, 1992-1999

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dell’organizzazione rispetto ai singoli stati membri: quando, di fronte alla crescente opposizione delle potenze revisioniste, 16 per Francia e Gran Bretagna, potenze conservatrici dello status quo, risulta politicamente troppo costoso fornire appoggio all’organizzazione, la Società delle Nazioni manifesta tutta la sua inefficacia. L’istituzione internazionale, insomma, può funzionare solo se le potenze maggiori vi si impegnano, ma è certo che l’interesse di queste verrà meno non appena riterranno poco vantaggiosi i risultati prodotti dall’istituzione in questione. Morgenthau (1960) definisce chiaramente la politica internazionale in termini di lotta per il potere, in quanto proprio questo, cioè la “capacità di esercitare controllo sui pensieri e le azioni di altri uomini”, 17 risulta essere l’interesse perseguito da ogni entità statuale in ogni momento. Teorico della tradizione della politica di potenza, Morgenthau legge le azioni dello stato come sempre rivolte verso il potere quale obiettivo primario, che deve essere costantemente dimostrato, mantenuto o ricercato. Se questa è l’essenza delle relazioni internazionali, le OI vengono riconosciute come elementi presenti in tale contesto, ma il loro ruolo non può andare oltre quello di semplici istituzioni interstatali, con funzioni limitate. Le istituzioni internazionali non possono, insomma, modificare in modo decisivo quelle che sono le normali dinamiche di confronto tra le unità del sistema, né sono variabile capace di determinare nuovi modi di gestione del potere e, in generale, di perseguimento della pace. Causa di questo esito è, ancora, la natura del sistema internazionale. Nonostante non sia spontanea, la cooperazione si presenta ugualmente come una necessità per le singole unità statali, dal momento che permette loro il raggiungimento di comuni interessi. Create appositamente per rispondere a tali esigenze di collaborazione, le organizzazioni internazionali non possono tuttavia stabilire quell’autorità centrale necessaria per costringere unità indipendenti all’applicazione delle leggi e delle iniziative stabilite collettivamente. 16 Si tratta di Italia, Germania e Giappone, desiderose di alterare l’assetto internazionale in vista del perseguimento di acquisizioni territoriali. 17 Hans Morgenthau (1960), p. 32. L’autore offre qui una visione “relazionale” del potere, secondo cui A agisce su B in modo tale da influenzare le azioni di quest’ultimo.

Anteprima della Tesi di Pier Andrea Pirani

Anteprima della tesi: Il potere strutturale nell'ambito finanziario internazionale: gli Stati Uniti, il Fondo Monetario Internazionale ed i programmi di sostegno alla Russia, 1992-1999, Pagina 14

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Pier Andrea Pirani Contatta »

Composta da 151 pagine.

 

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