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Il potere strutturale nell'ambito finanziario internazionale: gli Stati Uniti, il Fondo Monetario Internazionale ed i programmi di sostegno alla Russia, 1992-1999

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lavoro si è scelta una visione della politica internazionale definita secondo i principi del Realismo. Ricostruendo quindi i fondamenti di questo paradigma, il primo capitolo intende proporre il quadro generale attraverso cui mostrare le caratteristiche fondamentali della cooperazione tra stati e della natura delle istituzioni internazionali. Definito tale quadro teorico, l’analisi delle dinamiche di interazione tra FMI e Stati Uniti è portata a compimento utilizzando gli schemi concettuali forniti dalla teoria della stabilità egemonica e dalle ricerche di Susan Strange (1984, 1988, 1994). Da una parte, la teoria della stabilità egemonica guiderà l’indagine sulla formazione delle istituzioni internazionali negli ambiti economico e finanziario. Dall’altra, il concetto di potere strutturale, che Strange ritiene essere la vera essenza dell’egemonia americana, sarà invece impiegato per indagare il tema del declino dell’egemone, aprendo la possibilità di una lettura critica di tale fenomeno. Ci si domanderà, infatti, se, anche a fronte di declinanti performance economiche e politiche, le OI restino per gli Stati Uniti strumento di influenza sugli altri attori del sistema e di diffusione di interessi e valori americani. Questo lavoro individua la presenza di elementi che conferiscono agli Stati Uniti la possibilità di esercitare influenza sul Fondo Monetario Internazionale. In tal senso, il capitolo secondo rappresenta un’analisi dell’istituzione internazionale oggetto del presente studio. Si vuole in tal modo, da una parte, illustrarne l’origine, i propositi indicati dagli Articles of Agreement e l’espansione da questi subíta in risposta alle necessità dell’economia mondiale. Dall’altra, si vuole valutare in che misura l’evoluzione delle possibilità di intervento del Fondo risponda ad esigenze della mutata situazione economica internazionale ed in che misura, invece, sia conforme a precise pressioni americane e si adatti a specifici interessi nazionali statunitensi. Infine, seguendo l’analisi svolta da Karns e Mingst (1990) sulle dinamiche dell’influenza americana nelle OI, individueremo quali dinamiche permettano agli Stati Uniti di influenzare e condizionare le decisioni prese in questa sede multilaterale. Accanto a quella che può essere definita “possibilità” di utilizzo strumentale delle risorse del Fondo, è interesse di chi scrive tentare anche una

Anteprima della Tesi di Pier Andrea Pirani

Anteprima della tesi: Il potere strutturale nell'ambito finanziario internazionale: gli Stati Uniti, il Fondo Monetario Internazionale ed i programmi di sostegno alla Russia, 1992-1999, Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Pier Andrea Pirani Contatta »

Composta da 151 pagine.

 

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