Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Progetto costruttivo definitivo di un impianto di prova in similitudine di turbopompe cavitanti

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

Progetto costruttivo definitivo di un impianto di prova in similitudine di turbopompe cavitanti Il caso più semplice è quello di whirl sincrono: in questo caso, in genere, la forza eccitatrice è lo sbilanciamento delle masse, e l’ampiezza delle oscillazioni può essere tenuta sotto controllo operando lontano dalle velocità critiche, oppure eseguendo un’operazione di bilanciamento. In molte applicazioni, però, sono stati osservati whirl subsincroni: è il caso, ad esempio, delle pompe criogeniche dello SSME, di alcuni tipi di turbine a vapore e di compressori multistadio, e degli impianti di estrazione petrolifera. Il moto di precessione, in realtà, non è sempre pericoloso: molti alberi, infatti, sono progettati in modo da funzionare correttamente anche quando il loro asse si discosta parzialmente dalla posizione nominale. Se, però, l’eccentricità assume un valore eccessivo, si possono comunque avere effetti negativi (si pensi, ad esempio, al danneggiamento per interferenza tra parti rotanti e statoriche, oppure alla possibile rottura di guarnizioni); nelle pompe per ossigeno liquido, in particolare, c’è un concreto pericolo di esplosione. A causa della loro notevole complessità, le forze rotodinamiche non stazionarie, agenti su turbopompe cavitanti o non cavitanti, sono tuttora comprese solo parzialmente, e nessuno dei modelli teorici finora sviluppati risulta del tutto soddisfacente. Possono essere citati, a titolo di esempio, i modelli realizzati presso Centrospazio da F. d’Auria [4] e R. Marsili [5]: in essi si è riuscito a caratterizzare il comportamento generale del flusso, predicendo con una certa precisione i campi di funzionamento stabile o instabile, ma si è ancora lontani da una valutazione soddisfacente dell’intensità delle forze rotodinamiche agenti sul rotore. Risulta quindi necessario, sia per un corretto dimensionamento delle turbopompe ad elevate prestazioni, sia per la validazione di eventuali modelli teorici o numerici, affidarsi a risultati sperimentali; il numero di impianti attualmente attrezzati per la misurazione delle forze rotodinamiche, però, è molto piccolo, e le esperienze sperimentali disponibili sono estremamente limitate. Le più importanti sono quelle condotte al California Institute of Technology, tra cui possono essere ricordate, in particolare, quelle di B. Jery [6], R J. Franz [7], e A. Bhattacharyya [8].

Anteprima della Tesi di Angelo Cervone

Anteprima della tesi: Progetto costruttivo definitivo di un impianto di prova in similitudine di turbopompe cavitanti, Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Ingegneria

Autore: Angelo Cervone Contatta »

Composta da 358 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1774 click dal 20/03/2004.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.