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Il distretto del mobile della bassa veronese

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6 venivano venduti ai clienti finali come riproduzioni, ma spesso come originali. I primi stili che si impararono a riprodurre furono quelli del Settecento, veneziano in particolare, per poi passare all’Ottocento, al Novecento ed agli stili precedenti. Il mobile della zona, conosciuto come mobile d’arte, perché imitava alla perfezione l’originale, sia per i legni , sia per le lavorazioni, diventò così mobile in stile: se infatti non si potevano usare sempre i legni antichi, (che man mano che cresceva l’attività nell’area diventavano sempre più rari), si prestava comunque attenzione ai particolari delle diverse epoche, ricreando le stesse forme e finiture. La domanda diventò sempre maggiore e per accontentare i diversi clienti, dalle diverse possibilità di spesa, si abbandonò in parte il mobile d’arte, il quale, se anche si poteva produrre con ottimi legni stagionati (anche se non antichi), risultava troppo costoso ai più. Non è facile fare una distinzione fra mobile in stile e un mobile d’arte, ma come la parola stessa dice, nel secondo c’è un apporto di manualità, di artigianaltà che lo elevano sopra altri mobili in stile meno pregiati. Mentre gli anni passavano, i gusti dei consumatori si rivolgevano meno ad un determinato stile o periodo storico, ma richiedevano comunque un mobile raffinato le cui forme richiamassero comunque la tradizione e l’antico; si iniziò così a chiamarlo mobile classico. Oggi la denominazione non è certa nemmeno presso gli stessi titolari delle diverse attività, se non per quei prodotti che escono ancora dalle poche botteghe artigianali che si sono mantenute su alti livelli qualitativi, creando anche in questo nuovo secolo degli autentici mobili d’arte.

Anteprima della Tesi di Giovanni Pozzetti

Anteprima della tesi: Il distretto del mobile della bassa veronese, Pagina 2

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Giovanni Pozzetti Contatta »

Composta da 218 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.