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Il distretto del mobile della bassa veronese

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13 togliendo quindi l’ago, creando una macchina per ritagliare gli intarsi direttamente sul legno. Prima di questa invenzione, essi venivano ricalcati su carta oleata, cosa generalmente fatta da donne e ragazzi giovani, per poi riportarli con carta da ricalco sui fogli di legno che sarebbero stati segati con il traforo. 1.1.2 Lo sviluppo a partire dalla la seconda guerra mondiale. Il distretto conobbe due momenti storici di crisi: il primo si ebbe a partire dagli anni della seconda guerra mondiale a quelli immediatamente successivi; il secondo durante gli anni ’80. Allo scoppio della guerra molti giovani furono chiamati alle armi e la manodopera a disposizione dell’artigianato subì una grave riduzione. La domanda di mobili crollò, quasi dell’80%, occupando la produzione di quelli che avevano avuto la fortuna di non partire per il fronte. C’erano in ogni caso altri due importanti problemi, che aggravavano la già pesante situazione economica della zona: la difficoltà di trasporto e di pagamento. La maggior parte dei mobili viaggiava sui treni, che grazie ai collegamenti esistenti, poteva essere trasportata lungo le linee principali. Il carico era trasportato, con carri trainati da muli, alla stazione di Cerea (attraversata dalla linea Rovigo - Verona 1 ) oppure a Sanguinetto (dove passava la linea Pavia –Cremona – Mantova - Monselice 2 ). I collegamenti ferroviari erano però utilizzati per lo spostamento delle truppe, mentre all’arrivo degli alleati furono bombardate per impedire il ritiro dei militari tedeschi. Il trasporto dei mobili divenne quindi troppo rischioso, anche in relazione al fatto che il pagamento avveniva solo alla consegna. Anche se il mobile giungeva a 1 Questa linea si collegava poi alla Verona-Bologna. 2 Monselice era attraversata dalla linea Padova-Bologna.

Anteprima della Tesi di Giovanni Pozzetti

Anteprima della tesi: Il distretto del mobile della bassa veronese, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Giovanni Pozzetti Contatta »

Composta da 218 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.