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Piccoli immigrati in Europa. Confronto tra le strategie di inserimento scolastico

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3 con tassi di natalità molto bassi, mentre dall’altra sponda del Mediterraneo si assiste ad un momento di forte crescita; c’è stato inoltre, negli ultimi decenni, un rilevante sviluppo economico che ha investito il sud e che lo ha reso agli occhi degli altri paesi del sud del mondo, ricco e prospero 4 . Paesi della costa nord del mediterraneo hanno incominciato ad avere bisogno di lavoratori stagionali, di manodopera a prezzi bassi che fosse mobile e facilmente adattabile alle richieste di mercato più diversificate. Per questo motivo molte persone hanno incominciato ad affluire al sud Europa dall’Africa settentrionale, ma ancora dalle Filippine, dal Sud America e dall’area dell’Est. Il bacino del mediterraneo è così passato dall’essere considerato area ad alta percentuale di emigrazione a zona di forte immigrazione. Pur conoscendo uno stop nelle attuali politiche migratorie, i paesi di vecchia immigrazione sono connotati dalla pluralità di etnie: oggi la Germania accoglie il 40% del totale degli stranieri presenti in Europa (7 000 000), la Francia il 20% (3 500 000) e il Regno Unito il 12% (2 000 000) 5 . Soprattutto in questi ultimi anni l’Europa sta cercando di affrontare il problema in quanto Comunità, non lasciando più la questione solo in mano ai singoli governi. Guardando alle previsioni per il più prossimo futuro, ci si rende conto il continente in cui viviamo ha “bisogno” dell’immigrazione: il crollo delle nascite da un lato, l’allungamento della vita media e l’aumento delle popolazioni nei paesi dell’Africa settentrionale dall’altro, rendono consapevole l’Europa della necessità di nuove leve. Stime dell’Ufficio di Indagini Statistiche della Comunità Europea (Eurostat) per il 2050 vedono la popolazione invecchiare sensibilmente, arrivando ad avere un 34%di persone con più di 60 anni, contro il 21% di quelle che abbiamo oggi riferendoci alla stessa fascia d’età 6 ; in quest’ottica diventa indispensabile una politica di immigrazione capace di ospitare e accogliere più persone e che, in primo luogo, si renda conto del bisogno di integrarli nelle nostre società. Importante è quindi superare una visione puramente assistenziale del fenomeno e dovere dell’Europa è accogliere l’altro considerandolo una risorsa. Proprio perché l’altro è davanti a noi e bussa sempre più 4 Caritas, Dossier statistico immigrazione 2000, Nuova Anterem, Roma, 2001. 5 Provveditorato agli studi di Verona, Centro Tante Tinte, Culture, scuola e società, Verona, 1998, cit., p.56. 6 www.europa.eu.int/comm/eurostat/

Anteprima della Tesi di Laura Anzideo

Anteprima della tesi: Piccoli immigrati in Europa. Confronto tra le strategie di inserimento scolastico, Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Laura Anzideo Contatta »

Composta da 188 pagine.

 

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