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Piccoli immigrati in Europa. Confronto tra le strategie di inserimento scolastico

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4 insistentemente alle nostre porte va integrato secondo un processo che veda coinvolti tutti, migranti e autoctoni, Europa e governi locali, istituzioni pubbliche e private. Il pubblico, negli stati democratici e nelle Repubbliche europee, è chiamato prima di ogni altro a saper dare delle risposte: per questo le istituzioni diventano così importanti davanti alle problematiche quale può essere l’immigrazione. Le agenzie del pubblico devono adottare delle linee guida e saper accogliere e integrare. Tra queste, un’importante posizione è ricoperta dalla scuola il cui ruolo è duplice: non solo essa deve sapere accogliere e inserire nella società i bambini che arrivano da paesi diversi, ma deve saper farli crescere in una prospettiva interculturale, deve formarli rendendoli cittadini non solo del paese che li accoglie, non solo europei, ma veri e propri “cittadini del mondo” 7 . Lo stesso discorso vale per i bambini autoctoni, che devono crescere con l’idea della normalità della prospettiva interculturale. Ed è stata proprio la scuola, in passato come del resto accade ancora oggi, a “fare da cartina tornasole” 8 dell’efficacia dei modelli di integrazione adottati: l’alta concentrazione in alcune zone-ghetto delle grandi città, le alte percentuali di abbandoni scolastici tra le fila degli immigrati, la bassa frequenza, hanno fatto in modo che l’istituzione scuola prima, e la società poi si interrogassero e guardassero ai limiti delle politiche attuate. Importante è guardare ai modelli del passato e capirne i limiti, per poter fare in modo di coglierne gli errori e gli aspetti positivi; per questo nella trattazione l’attenzione va sempre a Francia, Germania e Gran Bretagna, i paesi (insieme a Olanda, Belgio, Svizzera…) considerati di vecchia immigrazione, che ancora oggi possono essere considerati pluriculturali e che per primi hanno adottato dei modelli di integrazione. Inoltre ritengo che da un confronto con i paesi che non possiamo più considerare solo come vicini, ma che appartengono, insieme al nostro, ad una più ampia Comunità Europea, possano nascere buone soluzioni per il fenomeno immigrazione. Per questo nel mio lavoro si cerca di guardare ai modelli d’integrazione proposti in passato da questi paesi, passando dalle politiche generali a quelle che riguardano da vicino l’istituzione 7 SANTERINI, M Cittadini del mondo. Educazione alle relazioni interculturali, La Scuola, Brescia, 1994. 8 ZINCONE, G. Secondo rapporto sull’integrazione degli immigrati in Italia, Il Mulino, Bologna, 2001, cit., p.243.

Anteprima della Tesi di Laura Anzideo

Anteprima della tesi: Piccoli immigrati in Europa. Confronto tra le strategie di inserimento scolastico, Pagina 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Laura Anzideo Contatta »

Composta da 188 pagine.

 

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