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Wilhelm Münzenberg (1889-1940). Comunicazione, propaganda, disinformazione: la storia del ''Murdoch di Stalin''

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4 INTRODUZIONE “Se fosse stato americano avrebbe fatto una carriera alla Hearst”: lo storico francese François Furet 1 riserva questo pittoresco inciso a Wilhelm Münzenberg (1889- 1940), facendo riferimento al magnate della stampa e dell’informazione cui si ispirò Orson Welles per il suo celebrato Quarto potere (1941). Quella di Münzenberg è una figura di estremo interesse e rilievo nella storia della comunicazione e della propaganda culturale e politica del Novecento; la sua importanza è però pari, se non addirittura inferiore, alla mancanza di informazioni, bibliografia e ricerca a lui dedicata. Nato in Germania da una famiglia umile, Münzenberg è fin da giovane impegnato politicamente sul fronte operaista e rivoluzionario: conosce Lenin in Svizzera, ne diventa amico e collaboratore; sarà proprio il leader bolscevico, una volta salito al potere, ad affidargli un compito strategicamente cruciale: coordinatore (si potrebbe quasi dire manager) dell’attività propagandistica del regime sovietico nell’Europa occidentale. Münzenberg costruisce una rete di “uffici di comunicazione” sparsi in mezza Europa (le sedi principali saranno a Zurigo, Berlino, Londra, Parigi e Amsterdam), da cui, servendosi di pochi attivissimi fedeli (tra cui Arthur Koestler, Otto Katz e Louis Gibarti) imbastisce una macchina propagandistica senza precedenti né paragoni nella storia occidentale. La scelta di approfondire la storia e l’attività di questo personaggio che con un eufemismo può definirsi poco conosciuto ha una duplice motivazione: oltre alla appassionante vicenda biografica, da un lato merita interesse lo studio dell’attività propagandistico-mediatica – di influenza e dimensioni geografiche insospettabili per l’epoca (anni ’20 e soprattutto ’30) – approntata con fortissime peculiarità per conto del Comintern; dall’altro, è particolarmente stimolante esaminare come alcune delle strategie ideate da Münzenberg siano state applicate con incredibili similitudini tanto dal regime nazista quanto da molta strategia di comunicazione politica moderna, a prescindere dall’orientamento ideologico, ovviamente con finalità ed esiti non paragonabili a quelli delle tirannie totalitarie. Un giudizio storico di carattere morale esula evidentemente dagli scopi e dalle possibilità di questa ricerca, che vorrebbe piuttosto evidenziare le caratteristiche “tecniche” della propaganda giornalistica e mediatica messa a punto da quello che Arthur Koestler 2 chiama il “trust Münzenberg”, 1 F.Furet, Il passato di un’illusione, Mondadori, 1995, pag.248 2 A.Koestler, La scrittura invisibile, Il Mulino, 1991, pag.238

Anteprima della Tesi di Martino Cervo

Anteprima della tesi: Wilhelm Münzenberg (1889-1940). Comunicazione, propaganda, disinformazione: la storia del ''Murdoch di Stalin'', Pagina 1

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo

Autore: Martino Cervo Contatta »

Composta da 91 pagine.

 

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