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Wilhelm Münzenberg (1889-1940). Comunicazione, propaganda, disinformazione: la storia del ''Murdoch di Stalin''

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10 1.2 Da Lenin a Stalin La mancata rivoluzione sovietica in Germania e negli altri stati europei e la morte, in seguito a lunga malattia, di Lenin (21 gennaio 1924), segnano un radicale cambiamento nella filosofia della “rivoluzione mondiale”. Durante la lotta per la successione (1924-27) che vedrà vincitore Stalin, il futuro capo georgiano contribuisce, sia pur nel nome del suo predecessore, a una pesante sterzata politica accentratrice verso la nazionalizzazione del comunismo, secondo la sintetica formula del “socialismo in un solo paese”. La missione che Stalin si auto- attribuisce è quella di costruire il socialismo rivoluzionario in URSS: dopo il VI congresso del Comintern, in cui il leader georgiano ha la meglio su Bucharin, i piani quinquennali subentrano alla NEP, mentre lo sterminio dei kulaki, la schiavizzazione di ampi strati della popolazione, l’apparato poliziesco e burocratico a servizio dello stato sovietico, le deportazioni e i processi sommari con cui sbarazzarsi degli avversari politici e dei nemici interni al partito (strumenti questi che peraltro erano già pienamente operativi nel periodo di Lenin) raggiungono i livelli più tragicamente elevati. Nel frattempo però, il “socialismo in un solo paese” porta a un attraente isolamento della Russia, che acquista una sorta di “impermeabilità storica” agli occhi dell’Europa. Scrive Furet: Quell’operazione [la collettivizzazione, ndr] ha gettato l’Unione sovietica in un terrore di massa che all’epoca non aveva precedenti (salvo, forse, il massacro degli Armeni da parte dei Turchi, che era però di natura diversa). Ha fatto sentire lo Stato totalitario compiuto […] La cosa sorprendente è che agli intellettuali occidentali o all’opinione pubblica internazionale sia potuta apparire un episodio scontato, o addirittura esemplare, mentre era un’operazione grottesca, oltreché atroce. […] Se l’economia politica sovietica suscita un tale entusiasmo, non è soltanto perché forma un contrasto quasi provvidenziale con lo spettacolo fornito dal crollo del capitalismo. È anche perché scopre un’idea morale, un uomo rigenerato, liberato dalla maledizione del profitto. 14 In questi anni, l’immane tragedia che colpisce il popolo russo non lascia però del tutto indifferenti gli stati occidentali: ad esempio, il presidente USA, Hoover, organizzerà già negli anni ’21-’22 un’immensa campagna di aiuti economici alla Russia 14 F.Furet, op.cit., pagg.172-182

Anteprima della Tesi di Martino Cervo

Anteprima della tesi: Wilhelm Münzenberg (1889-1940). Comunicazione, propaganda, disinformazione: la storia del ''Murdoch di Stalin'', Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo

Autore: Martino Cervo Contatta »

Composta da 91 pagine.

 

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