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La disciplina delle professioni

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7 In effetti è rischioso, se non improbabile mutare repentinamente un sistema quasi secolare (si ricorda ad esempio che la legge sul notariato risale al 1913, quella sugli ingegneri ed architetti al 1923) e che disciplina oggi una quarantina di professioni. Il significato delle leggi che hanno riconosciuto le professioni nel corso di questo secolo va ricercato nella necessità che lo Stato riconosca utile alla collettività una determinata attività, basata su conoscenze specifiche di alto livello. Per questo motivo lo Stato stesso dispone un elenco di esercenti idonei a svolgere tale attività e conferisce all'Ordine che custodisce questo elenco il potere di sorvegliare il comportamento degli iscritti. Per esempio, l'elaborazione della legge sugli ingegneri è durata circa venti anni e, prima della pronuncia parlamentare sulla sua approvazione, la professione di ingegnere non esisteva, anche se erano svolte attività di ingegneria attuate da singoli esperti. Il sistema che ha portato a costituire gli Ordini (o Collegi, o Consigli), è strutturato in modo che sia una legge dello Stato (e non una associazione privata) a costituire il fondamento legale di una professione. Il problema da porsi, a questo punto, non è tanto se sia astrattamente migliore il sistema degli Ordini o quello delle associazioni, ma invece cosa è concretamente realizzabile in Italia, paese nel quale per un secolo si è seguito il primo sistema con il quale sono state riconosciute con legge numerose professioni, mentre sono state ignorate le associazioni professionali, attualmente quasi inesistenti. Il progetto di abolire gli Ordini, inoltre, incontrerebbe notevoli ostacoli in Parlamento, (sede naturale di discussione del dibattito di riforma) dove i professionisti sono fortemente rappresentati. Gli Ordini professionali sono oggi l'unica forza organizzata in grado di difendere il lavoro professionale che non trova tutela né da parte delle forze industriali, né di quelle sindacali. Soltanto il sistema degli Ordini può garantire alle attività professionali quella dignità necessaria in una società moderna nella quale la conoscenza tecnico-scientifica è sempre più importante come fattore di produzione, conoscenza ascrivibile interamente ai cosiddetti know-ledge workers, cioè ai professionisti. Quanto sopra suggerisce pertanto la necessità non di eliminare gli Ordini, ma di modificarli e renderli più adeguati ad un'economia competitiva, in quanto è certo che l'attuale normativa ha largamente sottratto il sistema alle regole della

Anteprima della Tesi di Francesca Sara

Anteprima della tesi: La disciplina delle professioni, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Francesca Sara Contatta »

Composta da 150 pagine.

 

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