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L'epistolario di Caterina di Cristo

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9 Secondo la testimonianza di una monaca che l’accompagnò in un ospedale, pare che Caterina operasse alcuni prodigi 11 . La malattia e la morte del suo direttore spirituale la fecero cadere ammalata, perciò Caterina andò a Monte Cavallo e qui soggiornò per un periodo imprecisato. Dopo qualche tempo si pone sotto l’obbedienza di un nuovo confessore, padre Domenico Ambrogio di Gesù Maria 12 . Dopo che il sacerdote appurò la sincerità dei sentimenti sulla vocazione religiosa, dovettero essere risolti alcuni ostacoli che impedivano l’entrata in convento. Primo fra tutti l’irrisolta situazione coniugale. Nel luglio del 1622 papa Gregorio XV, con un breve articolato in tre sezioni concedeva il divorzio 13 del matrimonio, stabiliva che i Della Rovere restituissero la dote 11 Il fatto è narrato in dettaglio da Biagio della Purificazione, che riporta la testimonianza messa per iscritto, per ordine del Generale dei Carmelitani scalzi, da suor Teresa di Gesù che fu testimone dell’evento, e datata 8 luglio 1668. La riporto: Al molto Reverendo Padre nostro Distintissimo il Padre Generale de Carmelitani Scalzi alla Scala. Molto Reverendo Padre Distintissimo. Prego Vostra Reverenza a scusarmi con la sua carità se ho tardato sin hora ad esseguire quanto Vostra reverenza m’impose di metter in scritto quello mi ricordassi della Marchese della Rovere; perche sono stata molto travagliata dalle mie indispositioni. Se mi servisse la memoria potrei notificare a Vostra Reverenza molt’atti eroici di virtù, che io stessa gl’ho veduti essercitare, solo di uno mi ricordo, del quale sono anco testimonio di vista. Soleva detta signora andare agl’hospedali molto spesso per visitare e servire l’inferme, alle quali lassava molt’elemosine, ed una volta in particolare andando all’hospedale di San Giacomo degl’Incurabili visitò una inferma e con gran fervore vi pose sopra il viso, e vi stette per buono spatio di tempo, dopo il quale s’alzoò con la faccia piena di quell’immonditie, e per quello si poteva conoscere haveva succhiata la piaga. Dopo il decorso d’un mese circa tornammo al medesimo hospedale, e domandando dell’inferma ci risposero i ministri che era guarita e già uscita dall’hospedale. Altre volte ha fatto simili cose di bagiare stomacose piaghe. Questo è quanto mi sovviene, vorrei in questa, et in molt’altre cose servire Vostra Reverenza quale prego molto delle sue sante orationi, acciò che Nostro Signore mi dia buona morte, mentre resto con farli humilissima reverenza, e pregalo della sua santa beneditione. Da questo Monasterio di santa Maria del Monte Carmelo li 8 luglio 1668. Di Vostra Reverenza Riverito Riverenda. Indegna figlia e serva Suor Teresa di Giesù Cfr Vita della venerabile Caterina di Cristo, op. cit. Libro I:X. 12 Padre Ambrogio era un Carmelitano scalzo del monastero di Santa Maria della Vittoria. Era un patrizio genovese della famiglia Spinola; di lui si fa cenno nella lettera 3. Fu il confessore di Caterina Cesi per diverso tempo e fu lui che provò con sagacia e con fare ardito la sincerità della vocazione di Caterina: ciò mise in grande imbarazzo l’intera famiglia Cesi. Cfr. BIAGIO della PURIFICAZIONE, op. cit. libro I:XIV. 13 È lo stesso Biagio della Purificazione ad usare l’espressione divorzio.

Anteprima della Tesi di Antonio Di Giorgio

Anteprima della tesi: L'epistolario di Caterina di Cristo, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Magistero

Autore: Antonio Di Giorgio Contatta »

Composta da 102 pagine.

 

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