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L'epistolario di Caterina di Cristo

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11 Concluso il suo noviziato, Caterina sapendo che con i voti avrebbe dovuto rinunciare ai suoi beni, ottenne l’abito di terziaria, si accordò con l’imperatrice d’Austria 16 , per fondare un Carmelo a Vienna. Progettata in segreto la fuga dal monastero, per dirigersi in Austria, fallì miseramente. La fuga fu denunciata al cardinale vicario di Roma. Caterina fu ritrovata presso una domestica di sua fiducia e su disposizione dei superiori dell’Ordine fu ricondotta a sant’Egidio e confinata nella segreta. Questa fuga sollevò uno scandalo con pochi precedenti nella Roma di allora. In seguito la Cesi ottenne, grazie agli stessi amici influenti un nuovo incontro col pontefice, che persuaso delle buone intenzioni, le concesse di fondare il desiderato monastero in Roma. Il 23 aprile 1627 in segreto e con grande celerità fu inaugurata la nuova realtà monastica. Per ordine di papa Barberini il Carmelo fu intitolato a santa Teresa di Gesù, fu così che in Roma si ebbe la prima chiesa intitolata alla mistica spagnola. Il 25 aprile Caterina Cesi emise la sua professione religiosa; la nuova clausura fu posta il 19 maggio 1627. La fondazione fu confermata da un breve papale intitolato Ad militantis ecclesiae re- gimini 17 . Nel 1630 Caterina è eletta priora della comunità. 16 Moglie di Ferdinando II (Graz 1578 - Vienna 1637), imperatore del Sacro romano impero (1619-1637), re di Boemia (1617-1619) e di Ungheria (1621-1625). Nipote dell’imperatore Ferdinando I, studiò presso i gesuiti e divenne sostenitore dei dettami del Concilio di Trento. Nel 1618, il tentativo di Ferdinando di restaurare il cattolicesimo in Boemia e la sua intolleranza verso i luterani determinò una reazione di protesta nota come Defenestrazione di Praga, che fu tra le cause dello scoppio della guerra dei Trent’anni. Nel 1629, con l’Editto di restituzione obbligò i principi protestanti a riconsegnare alla Chiesa cattolica tutti i beni sottratti in guerra; ben presto il suo tentativo di restaurare l’ortodossia nell’impero portò al divieto di professare qualsiasi altra confessione religiosa e all’espulsione dei protestanti. Nel 1634 Ferdinando predispose l’assassinio di Wallenstein, e questo, unito alla presenza sul trono svedese del re protestante Gustavo II Adolfo, indebolì ulteriormente l’autorità imperiale. Quando Ferdinando morì, molti dei suoi alleati lo avevano ormai abbandonato e la Francia si era schierata apertamente in sostegno dei protestanti; la conclusione della guerra dei Trent’anni spettò al figlio, Ferdinando III. Cfr. J. Wedgwood, La guerra dei Trent’anni, Dall’Oglio, Milano, 1964; sugli effetti della guerra dei trent’anni in Germania : G. Franz, Der dreissigjährige Kriege und das deutsche Volke, Stoccarda 1961 3 . 17 Da emendare in Ad militantis ecclesiae regimen.

Anteprima della Tesi di Antonio Di Giorgio

Anteprima della tesi: L'epistolario di Caterina di Cristo, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Magistero

Autore: Antonio Di Giorgio Contatta »

Composta da 102 pagine.

 

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