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Misure e valutazione dell'esposizione umana ai campi elettromagnetici in zone densamente popolate

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4 Per il campo elettrico si usano sensori di piccole dimensioni per non perturbare il campo, in cui si cerca di minimizzare l’effetto di prossimità dell’operatore. I sensori a potenziale flottante, quelli con riferimento a potenziale di terra ed i misuratori elettro-ottici sono i modelli più utilizzati, basati, i primi, sull’induzione di una carica elettrica su metà conduttive, gli elettro-ottici sull’effetto Pockels. Per il campo magnetico si usano sensori a bobina basati sulla Legge di Faraday. Per quanto riguarda i misuratori di campo elettromagnetico alle alte frequenze, occorre un’analisi preliminare per decidere se è sufficiente una misura a banda larga, semplice ed economica, oppure se è necessario procedere ad una misura a banda stretta, per ottenere una descrizione più dettagliata delle sorgenti presenti nel sito di interesse, nel caso in cui il valore globale misurato ecceda i limiti stabiliti dalle norme. In generale i sensori saranno delle antenne calibrate il cui segnale captato è inviato ad un analizzatore di spettro per l’analisi frequenziale. I rivelatori saranno di tipo quadratico, a diodo o a termocoppia. Particolare attenzione deve essere posta nelle metodologie di misura, che deve seguire particolari protocolli stabiliti dalle norme CEI. La calibrazione dei sensori, inoltre, è di fondamentale importanza al fine di ridurre, per quanto possibile, gli errori e l’incertezza della misura. Il SIT in Italia provvede a stabilire una catena di riferibilità degli strumenti, avendo calibrato attentamente un prototipo attraverso la tecnica del campo noto, ricavato da considerazioni teoriche all’interno di piastre conduttrici (per il campo elettrico a 50 Hz), all’interno di una cella di Helmotz (per il campo magnetico a 50 Hz), o all’interno di una cella TEM o una camera anecoica (per i campi a RF). Caratterizzate le sorgenti e descritti i metodi di misura ambientali, cioè dei campi esterni, è necessario valutare l’accoppiamento del campo con i tessuti umani, al fine di poter stabilire dei limiti di base in termini di alcune grandezze fondamentali (J, SAR), direttamente legate all’effetto biologico, che sono correlati ai campi interni. La dosimetria, appunto, tenta di fornire risposte analitiche a questo problema, sfruttando modelli matematici per la risoluzione in forma chiusa delle equazioni di Maxwell (dosimetria teorica), risolvendo il problema per via numerica dopo aver tradotto le equazioni differenziali dal continuo al discreto mediante differenze finite (dosimetria numerica), o, infine, misurando direttamente le grandezze dosimetriche di base (dosimetria sperimentale). Spesso si usa un approccio integrato dei tre metodi per avere una stima sufficientemente validata della densità di corrente indotta J, grandezza fondamentale in bassa frequenza e fino ai 10 MHz,
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Misure e valutazione dell'esposizione umana ai campi elettromagnetici in zone densamente popolate

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Informazioni tesi

  Autore: Pierluigi Pasquale
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria Elettronica
  Relatore: Luca Podestà
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 193

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Parole chiave

campi elettromagnetici
dosimetria
interazione bioelettromagnetica
radiazioni non ionizzanti
protezione dai campi elettromagnetici

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