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Strategie di classificazione automatica nella ricerca sociale: un'analisi delle risorse e dei vincoli

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73) nessuna f in G è posseduta da ogni individuo dell’aggregato.” (1959, p. 22, n.t.). Le classi monotetiche non rispettano nessuna delle tre condizioni elencate; esse sono perfettamente omogenee perché, per appartenervi, ogni caso deve condividere tutte, nessuna esclusa, le caratteristiche stabilite per convenzione. In una tipologia monotetica “ogni caratteristica è necessaria e l’insieme di esse è sufficiente” (Bailey, 1989, p.2188, n.t.) per stabilire l’appartenenza ad una classe. Invece vengono chiamate classi politetiche quelle che rispettano la prima e la seconda condizione; mentre sono definite pienamente politetiche (fully polithetic) quelle classi che rispettano anche la terza condizione. Quindi in una tipologia politetica nessuna proprietà è necessaria o sufficiente per stabilire l’appartenenza di un caso ad una classe. Qui vengono posti nel medesimo gruppo gli individui che hanno molte caratteristiche in comune, così da formare classi il più possibile omogenee. Come detto precedentemente la cluster analysis ha trovato nella biologia il contesto adatto per il suo inserimento. Ma essa ha anche portato con sé una vera rivoluzione: gli studi tipologici, in biologia, avevano sempre privilegiato una prospettiva diacronica poiché gli organismi venivano classificati in base al loro sviluppo evoluzionistico; mentre la cluster analysis presenta un’impostazione essenzialmente sincronica poiché stabilisce raggruppamenti sulla base delle somiglianze attuali (Sokal e Sneath, 1963). 3. LA NECESSITA’ DI UNA CHIAREZZA TERMINOLOGICA E’ molto importante dare una definizione precisa dei termini classificazione, tipologia e tassonomia, solo così si potrà evitare di usarli in modo intercambiabile. L’attività classificatoria più semplice è quella che avviene in base ad un solo criterio; da questa operazione deriva un elenco di classi. Spesso si utilizza il termine classificazione per indicare sia il procedimento che il suo prodotto, ma alcuni autori, fra i quali Marradi (1990) e Fox (1982), hanno sentito l’esigenza di distinguere tali momenti anche a livello terminologico, infatti utilizzano la denominazione schema di classificazione per indicare il risultato finale del processo di classificazione. Una classificazione corretta deve rispettare i fondamentali principi della logica classica: la mutua esclusività in base alla quale un oggetto non può appartenere a due classi

Anteprima della Tesi di Chiara Brunelli

Anteprima della tesi: Strategie di classificazione automatica nella ricerca sociale: un'analisi delle risorse e dei vincoli, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Sociologia

Autore: Chiara Brunelli Contatta »

Composta da 217 pagine.

 

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