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Interdipendenza emotiva: per una prospettiva cognitiva sulle emozioni

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12 cultura ha manifestato la sua natura regolatrice dell’esistenza sociale attraverso norme di convivenza finalizzate, generalmente, alla pace e all’ordine morale. Emozione, cognizione e cultura hanno quindi agito interdipendentemente (in un rapporto di reciproca dipendenza) nel definire i tratti propri della civiltà umana caratterizzata, ripeto, da una profonda necessità (funzionale o meno, a seconda dell’approccio teorico) d’esistenza sociale di gruppo, di appartenenza, di influenza, di comunicazione, di condivisione di valori e, quindi, di interdipendenza reciproca. La densità dell’esistenza sociale deve essere, quindi, portata ad un livello di solidità concettuale propria di un costrutto teorico fondamentale; infatti, per comprendere quanto voglio concludere con il mio progetto, deve assolutamente essere chiaro che, in qualsiasi momento della nostra esistenza, viviamo in una dimensione di interdipendenza (reciproca dipendenza) con gli altri individui. La socializzazione, come ho già sottolineato in precedenza, è un chiaro esempio per comprendere il grado di densità sociale della nostra esistenza, come potrebbe essere la semplice constatazione che le emozioni più intense (positive o negative) sono essenzialmente legate a dimensioni contestuali di interazione con altri individui: si pensi semplicemente al lavoro, alla famiglia o all’amore. Sottolineare la dimensione di un’esistenza sociale profondamente interattiva è fondamentale per due motivi: - per definire i rapporti di interdipendenza emotiva che caratterizzano gli individui (sociali). - per comprendere, attraverso il rapporto biologia/cultura, la necessità e le vie per raggiungere la soddisfazione emotiva. Per chiarire i due concetti appena esposti ho analizzato molti contributi scientifici attraverso un processo di chiarimento teorico deduttivo. Sono partito analizzando le emozioni per permettere un approfondimento inferenziale su cosa realmente può essere definito come “emozione”; ho chiarito, poi, l’esistenza di emozioni fondamentali, emozioni cioè universalmente riconosciute, per sottolinearne il retaggio storico e biologico comune a tutti gli individui. Non ho certo dimenticato di “ascoltare” anche i contributi in opposizione a tale affermazione scientifica. Il “costruzionismo sociale” di Harrè, infatti, imputa l’esistenza delle emozioni solamente a fattori culturali: le emozioni, in definitiva, sarebbero

Anteprima della Tesi di Daniele Roncolini

Anteprima della tesi: Interdipendenza emotiva: per una prospettiva cognitiva sulle emozioni, Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Daniele Roncolini Contatta »

Composta da 225 pagine.

 

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