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Interdipendenza emotiva: per una prospettiva cognitiva sulle emozioni

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6 1973); sono inoltre capaci di afferrare, senza aiuto, il capezzolo con le labbra e di succhiare, e ciò è così coordinato con i movimenti respiratori da non farli soffocare. Inoltre, è proprio in questi primi momenti di vita che il lattante sperimenta le sue prime sensazioni; il neonato, infatti, segnala piacere o disagio con emissioni vocali (Eibl-Eibesfeldt, 1993). Dopo qualche ora di vita, quindi, l’uomo segnala già la sua capacità di provare sensazioni ma ciò che è importante, vista la natura istintiva del fatto, è la necessaria considerazione che tali emozioni sono essenzialmente legate all’interazione con un conspecifico (essere della stessa razza). Molte reazioni sociali si basano su meccanismi scatenanti innati; in questi casi si sono sviluppate particolari caratteristiche aventi funzione di segnale, con un adattamento reciproco tra colui che riceve lo stimolo e colui che lo emette. Se ai neonati vengono fatti sentire suoni registrati di vario tipo e della stessa intensità, essi si mettono a piangere quando odono un pianto (A. Sagi e M. L. Hoffmann, 1978). In questo caso si parla proprio di trasmissione di stati d’animo o emozionali, e si tratta di uno schema di reazione per così dire pre-programmato. Meccanismi simili si incontrano anche nell’ambito della percezione visiva. L’uomo non è solo un “animale culturale”, è soprattutto la risultante delle sue precipue capacità naturali, comprensive proprio di un elevato grado di adattamento alle condizioni di vita del proprio ambiente, quello sociale (quindi quello culturale). E’ proprio in questo senso che deve essere considerato il continuum concettuale da me teorizzato per comprendere il comportamento umano. Un’analisi, quindi, continuamente a cavallo fra il confine biologico ed innato della natura dell’organismo umano e le precipue caratteristiche dell’esistenza sociale di un individuo, naturalmente predisposto ad una vita di gruppo, e quindi, necessariamente vincolato a regole e consuetudini di comportamento. Di conseguenza, non potevo certo ignorare le nostre primitive origini biologiche legate all’evoluzione del cervello; la parte dello stesso che si è sviluppata per prima è, infatti, quella che ancora oggi ci permette di provare emozioni, sensazioni e stadi d’animo. Il cervello emotivo, quello che ai giorni nostri è indicato come la parte destra dello stesso, è stato il primo a comparire nell’orizzonte biologico-celebrale dell’organismo umano. Nonostante la mancanza di gran parte delle capacità legate al successivo sviluppo del cervello stesso, gli ominidi riuscirono comunque a sopravvivere alimentando

Anteprima della Tesi di Daniele Roncolini

Anteprima della tesi: Interdipendenza emotiva: per una prospettiva cognitiva sulle emozioni, Pagina 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Daniele Roncolini Contatta »

Composta da 225 pagine.

 

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