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Neotecnologie e contemporaneità. Per una grammatica della testualità digitale

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Università IULM - Dottorato di ricerca - XV ciclo Le letterature, le culture e l'Europa: storia, scrittura e traduzioni Federico Pellizzi, Per una grammatica culturale della testualità digitale - Cap. I 16 In primo luogo, come indicava Tito Orlandi già molti anni fa, 6 si è posto un problema culturale di base, che comincia dal riconoscimento della matrice sostanzialmente umanistica dell’informatica. Già nel suo nucleo più antico, di calcolo, l’informatica ha un aspetto logico che presiede alle operazioni automatiche e tecniche. Gli umanisti, diceva Orlandi, se ne devono reimpossessare per la parte delle loro discipline che può trovare vantaggio teoretico e pratico dall’uso di tali risorse. Tuttavia è indubbio che il quadro complessivo in cui si pongono questi problemi è da allora molto cambiato. È sotto gli occhi di tutti come le tecnologie digitali stiano modificando profondamente il mondo, e, al contempo, se stesse: da strumento di calcolo sono divenute strumenti di comunicazione e di costruzione di memoria collettiva, di produzione testuale e di scambio pluridisciplinare. Gli sviluppi dell’informatica e della telematica hanno reso possibile la creazione di standard sufficientemente condivisi da permettere la costituzione di un nuovo sistema di interazione culturale. Sta cambiando quindi radicalmente anche l'attività professionale degli umanisti e dei letterati nel suo insieme: tanto per il modo in cui essi fanno ricerca, quanto per come collaborano tra loro e per come tengono corsi, quanto infine per come scrivono e per come leggono. Uno degli aspetti più rilevanti, soprattutto per gli studi umanistici, sembra in ogni caso la forte spinta al lavoro d’equipe che le tecnologie digitali impongono. Forse questo è uno dei fattori metodologicamente e socialmente più importanti degli ultimi anni, perché tende a cambiare l’impianto stesso della ricerca umanistica, del mettendo a confronto, oltre a più vasti settori accademici, soggetti differenziati come insegnanti di scuola secondaria, editori, informatici e scrittori. Si tratta di: «Umanesimo & Informatica. Le nuove frontiere della ricerca e della didattica nel campo degli studi letterari», Università di Trento, 24-25 maggio 1996 (Atti a cura di D. Gruber e P. Pauletto, Fossombrone (Pesaro), Metauro Edizioni, 1997); «Internet e le muse. Ricerca e didattica delle discipline umanistiche e nuove tecnologie», Milano, Università IULM, 14-15 novembre 1996 (Atti a cura di P. Nerozzi Bellman, Internet e le muse. La rivoluzione digitale nella cultura umanistica, Milano, Mimesis, 1997); «Internet: ricerca e/o didattica. Le risorse informatiche nella ricerca e nella didattica della letteratura», Università di Bologna, 15 e 27 novembre 1996 (Atti della prima giornata a cura di F. Pellizzi e G.M. Anselmi, La scuola interattiva. Reti e multimedialità al servizio della didattica, Bologna, Clueb, 1998; Atti della seconda giornata, a cura di F. Pellizzi, 1999, ). 6 T. Orlandi, Informatica umanistica, Roma, La Nuova Italia Scientifica, 1990; ma si veda anche T. Orlandi, Informatica umanistica, in G. Gigliozzi (a cura di), Studi di codifica e trattamento automatico dei testi, Roma, Bulzoni, 1987.

Anteprima della Tesi di Federico Pellizzi

Anteprima della tesi: Neotecnologie e contemporaneità. Per una grammatica della testualità digitale, Pagina 13

Tesi di Dottorato

Dipartimento: Istituto di Arti, Culture e Letterature comparate

Autore: Federico Pellizzi Contatta »

Composta da 242 pagine.

 

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