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Neotecnologie e contemporaneità. Per una grammatica della testualità digitale

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Università IULM - Dottorato di ricerca - XV ciclo Le letterature, le culture e l'Europa: storia, scrittura e traduzioni Federico Pellizzi, Per una grammatica culturale della testualità digitale - Sommario 12 e del lettore da un primo punto di vista, quello esterno al testo, della produzione/fruizione. Si esaminano poi le possibilità di un ipertesto di rendere le relazioni intertestuali, ai fini di verificare il ruolo dell’ipertestualità in rapporto alla testualità tradizionale, e discuterne il compito culturale. Si giunge infine a una ridefinizione generale dell’ipertestualità, individuando alcuni criteri per una ricognizione dei generi ipertestuali. Si individuano i caratteri di alcune tipologie di genere, e alcuni generi: gli ipertesti didattici, di edizione, di ricerca, argomentativi, creativi, ludici e di condivisione. Nel III capitolo si affronta il problema concreto della digitalizzazione, e che cosa essa comporti sul piano della percezione del testo, della sua rappresentazione e della sua costruzione funzionale. Si esaminano i linguaggi di marcatura nelle loro caratteristiche sintattiche e morfologiche, nei loro scopi e nelle loro potenzialità. Intento di questo capitolo è anche contribuire al dibattito sull’“informatica umanistica”, recentemente definita come classe di laurea specialistica: si prendono in esame i problemi e i dubbi sull’opportunità culturale di una simile delimitazione. Si discutono gli obiettivi della digitalizzazione e se ne propone una classificazione che tiene conto e riprende le osservazioni precedenti sulla testualità digitale, ma le applica in particolare al lavoro scientifico ed esegetico sui testi. Si discutono infine alcune ragioni in favore di un allargamento delle prospettive teoriche e formative dell’informatica umanistica, muovendosi su un parallelo tra informatica umanistica e retorica, e considerando punti di incontro con altre altre discipline come l’antropologia, la matematica, la vita artificiale, e la programmazione orientata agli oggetti. Tutto ciò fornisce l’occasione per tornare su un problema cruciale della nostra cultura, il rapporto tra digitale e memoria, alla luce dell’indagine sulle grammatiche della digitalizzazione. Ne viene confermata la nostra interpretazione architettonica del digitale, in cui cambia sostanzialmente il rapporto tra semantica e sintassi. Ne emerge l’idea di un complesso linguistico-memorativo dotato di una certa autonomia, che si è chiamato “pragmasfera”, caratterizzato dalla connessione tra reti e persone, che garantisce un’ibridazione permenente tra digitale e analogico.
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Informazioni tesi

  Autore: Federico Pellizzi
  Tipo: Tesi di Dottorato
Dottorato in Letterature comparate (Le letterature, le culture e l'Europa)
Anno: 2002
Docente/Relatore: Patrizia Nerozzi Bellman
Correlatore: GiovanniPuglisiFrancescaSantulli
Istituito da: Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM)
Dipartimento: Istituto di Arti, Culture e Letterature comparate
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 242

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Parole chiave

filologia digitale
generi ipertestuali
ipertestualità
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ipertesti
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