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Mass media e immagini dell'Islam: i quotidiani italiani e l'11 settembre

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8 più legato al termine pregiudizio; spesso infatti, queste due parole sono state confuse, e buona parte della ricerca sociale inerente il pregiudizio, ha finito con l’occuparsi degli stereotipi e del loro funzionamento. Se cerchiamo di definire univocamente lo stereotipo, possiamo dire che esso costituisce il “nucleo cognitivo del pregiudizio l’insieme, abbastanza rigido, di informazioni e credenze, che un dato gruppo condivide rispetto ad un certo gruppo o categoria sociale”. (Mazzara 1997, pag.16). In realtà, le definizioni a cui possiamo giungere sono molteplici, generiche o particolareggiate, e consentono di rilevare, di volta in volta, le caratteristiche e le funzioni dello stereotipo. 1.1.1 Gli stereotipi in W. Lippman. Per una discussione critica del termine stereotipo, occorre, a mio avviso, partire dall’opera di Walter Lippman, L’opinione pubblica. Trattasi di un testo del 1922 che oggi, alla luce della nuova situazione politica italiana, viene ampiamente riconsiderato, dato che il quesito che sorregge tutta l’opera è come si forma quel che viene indifferentemente chiamata Volontà Nazionale o Senso Comune. In breve l’ “Opinione Pubblica”. Lippman, che fu un noto pubblicista, direttore di New Republic e World tra il 1914-1918 e collaboratore dell’ Herald Tribune, concentra la sua analisi soprattutto sugli eventi della prima guerra mondiale; a guardar bene, il processo che l’autore descrive non è poi tanto diverso da quel meccanismo che si attiva oggi quando si parla d’immigrazione. E’ il processo di dicotomizzazione; questo meccanismo struttura in barriere rigide le differenze tra i diversi gruppi umani e tende a creare maggiore coesione

Anteprima della Tesi di Donata Franzi

Anteprima della tesi: Mass media e immagini dell'Islam: i quotidiani italiani e l'11 settembre, Pagina 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Donata Franzi Contatta »

Composta da 204 pagine.

 

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